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mercoledì 3 settembre 2014

10 ANNI (E SON SOLO LA META')

Anche se quest'anno pare esser stata latitante e ballerina, l'estate, almeno da calendario scolastico, volge quasi al termine. Che poi non me ne vogliate quest'estate piovosa e singhiozzante a me non è neanche spiaciuta. Ho avuto meno mal di testa e non facendo troppo caldo, per la prima volta in undici anni mi sono anche un pochino abbronzata!
Così ho sfoggiato una faccia un po' meno sbattuta del solito alla nostra tradizionale festa di fine estate.
Il tema di quest'anno ha biecamente tagliato fuori i bambini e per una volta tanto ci siamo festeggiati noi genitori. In una giornata splendente e non afosa abbiamo festeggiato infatti i nostri dieci anni di matrimonio. Anche quel giorno il cielo era di un azzurro profondo e i piedi affondavano nel verde del prato.



E così abbiamo riunito amici vecchi e amici nuovi, abbiamo abbracciato da lontano gli amici assenti, ci siamo infilati veli e papillon e insieme al volgere dell'estate abbiamo sorriso a un pezzo del nostro cammino, che invero è iniziato ben prima di dieci anni fa.


Abbiamo mangiato, bevuto, mangiato. Qualcuno si è abbioccato e i papà hanno anche fatto una partita di basket che forse è durata tre minuti pieni.

cheesecacke alla mortadella



Patasgurzo ancora una volta si è occupato dei giochi e anche se come tema della festa avrebbe preferito matrimoni misti tra divinità e comuni mortali, si è rassegnato a trascinare i suoi amici in giochi più tradizionali.







Il sole ha tinto di rosa il cielo salutando ancora una volta una bellissima giornata.
Grazie a chi è stato con noi, in presenza e in spirito, per questa giornata, per questi dieci anni, per i nove precedenti e tutti quelli che ancora verranno.





CHEESECACKE ALLA MORTADELLA

Se un po' mi conoscete sapete che la metà delle mie ricette in realtà sono fallimenti, questa volta volevo stupirvi con una ricetta in verità buona. Sono stata anche attenta e ho scritto bene le quantità che avevo utilizzato, su un foglietto che ho diligentemente perso!
Sappiate però che si può fare un ceesecake salato alla mortadella piuttosto buono.
Per la base ho frullato taralli pistacchi e burro. Per la parte cremosa ho frullato formaggio spalmabile, altrimenti detto Philadelphia, con la mortadella e ho aggiunto della gelatina in fogli (ammollata strizzata sciolta). Ho mollato il tutto in frigo fino al momento in cui non mi sono decisa di decorare con mortadella e pistacchi.
Se azzeccate le dosi, bon appetit!

domenica 10 agosto 2014

INVOLTINI DI POLLO


Le ricette in questo blog hanno un picco in estate, perché è l'unico periodo dell'anno in cui mi devo dedicare alla cucina con una certa costanza. Durante l'anno mi limito a sfornare misere torte da colazione e rare cene, che per lo più prendono l'aspetto di porcocene. Sono quelle sere in cui non c'è Patapà che cucina e io libero in tavola tutte le schifezze che fanno storcere il naso allo chef nascosto nel barbuto genitore.
Però ad Agosto, quando sono sola con i bambini in campagna c'è una vocina petulante e insistente che mi intima di non nutrirli esclusivamente con schifezze. E quindi mi tocca cucinare, ma soprattutto decidere cosa fare. Male comune credo, ancora ricordo quando in buie sere, la voce di mia mamma echeggiava nella grande casa chiedendo cosa volessi mangiare. Cotolette alla milanese e aria fritta a quanto pare non sono mai state risposte accettabili.
Il periodo più felice della mia vita, dal punto di vista cuciniero quantomeno, è stato quello in cui ci servivamo da un gas biologico che ci confezionava delle cassette a sorpresa, quelle che la Bertola in Ragazze Mancine chiama Prendi e Taci. Perché aprire il frigo e inventarsi qualcosa lo trovo sempre molto più divertente che seguire una ricetta. La mia creatività in tutti i campi ama seguire tracce imposte, sarà un rimasuglio della formazione scolastica.
Però qui mi tocca fare anche la spesa, e finché non mi deciderò di farla bendata, devo decidere prima cosa fare.
Allora mi sono portata dietro i menù da 30 minuti di Jamie Oliver, immaginando che lui non sarebbe mai venuto avendone probabilmente abbastanza dei figli suoi.
Così ho deciso di fare il pollo ripieno alla cipriota, ma ovviamente ho sbagliato a prendere i petti di pollo, o quanto meno, a mia discolpa, ho preso quello che il supermercato mi dava. Anche in questo Patapà è meglio di me, lui sicuramente avrebbe già trovato una contadina, possibilmente non bella grazie, che gli avrebbe dato il giusto pezzo (di pollo).
Però io mi arrangio eh, allora ho fatto gli involtini.
Ho preparato il ripieno frullando feta, prezzemolo e olive nere. Nella ricetta c'era anche l'aglio che mi sono scordata, eh sì, e i pomodori secchi al posto delle olive, ma quelli mi ero addirittura dimenticata di comprarli nonostante fossi andata a fare la spesa con una dettagliata lista.


Ho ricavato dei filetti dal petto intero, applauso prego, vi ho adagiato il ripieno e ho arrotolato fermando il tutto con uno stuzzicadenti (ovviamente più di uno, uno per ogni spiedino!)
Li ho strofinati con olio, sale, origano, timo e salvia tritati e ho rosolato il tutto in padella ben bene.
Con il pollo avanzato ho preparato le cotolette (servite con aria fritta) per il giorno dopo. Con quello che restava del ripieno ho fatto una pasta, aggiungendo solo qualche pomodoro fresco e qualche oliva intera.


Con il lavoro di una solo pranzo ne ho ricavati tre. Non vi nascondo la mia soddisfazione e il fatto che ho avuto il tempo di finire il libro della Bertola e quello di Muzzopappa ( googolate e comprate perché passerete ore lievi e sorridenti, tutto quello che si può volere mentre i bambini giocano in giardino e i grilli cantano)


sabato 28 giugno 2014

CENA DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE

Questa settimana è stata la mia settimana di vacanza. Vacanza vera, a casa, ma senza bambini, al mare con due, dico due nonne. Se sopravvivo a settimana prossima ne sarà valsa la pena.
Avevo un sacco di cose da fare, pratiche, che ovviamente non ho fatto, comperecce, che incredibilmente non ho fatto, divertenti, che ho fatto.
Quando non ero spiaggiata sul divano, complice anche il mal di testa che non ne ha voluto sapere di andare al mare con i bambini, forse preferisce la montagna, ho visto amiche, ricevuto regali bellissimi, cenato fuori con Patapà mentre infuriava un uragano e organizzato cene. Con calma, avendo tutto il pomeriggio a disposizione per fare le cose senza affanno. Che alla fine un po' è arrivato comunque, ma forse sono così e devo farmene una ragione. Punto. Cucinando io, che ormai è una rarità. Eh sì, sono una donna fortunata, e comunque se non avessi un marito che adora cucinare probabilmente avrei un Bimbi. A una certa età i propri limiti dovrebbero essere inquadrati, accettati e aggirati.




Aria fresca, nubi in agguato ma compiacenti, assenza di insetti molesti, amici che ridono, non si può volere di più.


Le ricette sono troppe, io son poco precisa, si sa. Ma le potete trovare qui eh!


C'è anche il tempo per un breve momento diy, per vedere con occhi diversi un vecchio stampo per budini un po' ammaccato.


I bimbi tornano domani, ho già la nostalgia per il divano e il rimpianto di tutto ciò che non ho fatto, ma mi pervade tutta un friccichio e quell'emozione sfarfalleggiante che ricorda un po' quella di un primo appuntamento.
Fuori piove ancora e io ho il cambio del mio armadio che mi aspetta...cercasi disperatamente forza di volontà!




venerdì 19 ottobre 2012

IL SILENZIO E' D'ORO

Patasgnaffa è la prima ad arrivare a tavola, con entusiasmo plana leggera, chiedendo cosa c'é di buono. Ecco, in questi pochi secondi si brucia tutta la sua cena. Una volta seduta a tavola, una volta sezionato il piatto, una volta mangiati un paio di bocconi, lei è già pronta per andar via, o per parlare e parlare e parlare.
Patasgurzo va chiamato duecento volte e fino a che non si urla lui non si palesa, e cara grazia se alla cinquantaseiesima chiamata risponde con un totalmente falso "sto arrivando"....però quando arriva regala grandi soddisfazioni, ha la fame di un lupo e il gusto di un gourmet... Patapà va in solluchero e continua a tirare fuori delizie dal frigo...mentre il piccolo affamato tra una boccone e l'altro parla e parla e parla.
Patagnoma arriva trotterellando e mormorando un ben scandito :"pappa". Si arrampica sul seggiolone, impugna sicura la forchetta, no le mani no per carità sono una signora, e meticolosamente finisce tutto quello che ha nel piatto. In silenzio. Che meraviglia, finchè dura!
Questo post partecipa al Blogstorming

giovedì 10 novembre 2011

AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA...




E' già da un po' che abbiamo cominciato con le pappe. Inizio difficile, ma ora va meglio...forse perchè continuo a farle passati di verdura con patate dolci e zucca, ma questi in fondo si chiamano espedienti!
Ho poi scoperto (grazie nonnaMi) le carote nere che fanno diventare tutte le pappe viola. Alla Patagnoma non interessa affatto, ma io gongolo. Con la ciotola gialla poi diventa una vera gioia per gli occhi. I miei, d'accordo, ma dovrò pure passare il tempo mentre imbocco la pupattola.
Un membro in più della famiglia, che mangi tetta, pappa o pastasciutta comporta l'aggiunta di un posto a tavola.
All'inizio la nuova creatura, inerme e inoffensiva, è stata messa sopra il tavolo.


Tornati dalle vacanze quella svettante posizione iniziava ad essere inappropriata e la giovane bocca cominciava ad ingurgitare sporadiche cucchiaiate di frutta. Un'amica gentile ci è corsa in aiuto prestandoci un enorme seggiolone dentro cui la Patagnoma scompariva. Era seduta a tavola con noi, ma non la vedevamo. Aveva un vassoio, ma non riusciva a metterci sopra le mani. Era comodo, ma era infelice. Tuttavia c'era poca scelta perchè la signorina seduta ancora non ci sapeva stare....


                                               

Settimana scorsa la sua spina dorsale e i suoi addominali hanno deciso di funzionare a dovere e siamo subito corse all'Ikea per prendere un seggiolone che non occupasse tutta la cucina e che non si mangiasse Patagnoma.



Questo aspettando che sia abbastanza stabile da stare sopra lo Stokke di Patasgurzo che non vede l'ora di liberarsene....hai voglia a spiegargli che non è un seggiolone ma una sedia evolutiva, hai voglia a utilizzarlo tu stessa....lui è grande e vuole una sedia!


























venerdì 30 settembre 2011

FROMAGE

Patasgurzo, come ogni bambino, più o meno, ha avuto varie fasi alimentari.
Quella "non voglio le verdure", quella "mangio quasi tutto ma pochissimo", quella "solo pasta in bianco", quella "va beh mangio tutto ma ogni settimana tiro fuori un alimento basilare che assolutamente non puoi più usare e mò arrangiati".
Adesso, da qualche mese, è nella fase "mangio un sacco"...e Patamà ancora non ci si è abituata e lui ha faaameeeeee.
A questa fase gormand si affianca quella gourmet. Vuole mangiare tante cose e che siano cose buone.
Si butta e sperimenta, per la gioia di Patapà. ma continua a rifiutare il pomodoro per il cruccio di Patamà. La sua massima passione oggi, e sottolineo oggi perchè i bambini sono creature volubili, son i formaggi. Al ristorante quest'estate avrebbe ordinato solo quelli e impazziva anche davanti alle più improbabili salsine.
Ieri sera c'era un'amica per l'aperitivo e abbiamo cenato solo con formaggi. Si è seduto a tavola il bambino più felice del mondo, e ha chiesto cosa ci fosse sul tagliere. Tra i tanti un capra d'alpeggio. Patasgurzo ha storto il naso e ha affermato che lui avrebbe mangiato solo formaggi buoni....quello al peggio potevamo mangiarcelo pure noi!