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mercoledì 5 giugno 2013

SCUOLA DI CIRCO....ANCHE PER ME

Settimana scorsa c'è stato lo spettacolo di fine anno della scuola di Circo di Patasgnaffa.
È passata una settimana e ancora non l'ho raccontato.
Perché sono qui inchiodata a una ruota che gira, con mille cose da fare, duemila che dovrei fare e tremila che vorrei fare.
Mi manca l'aria, e ho la stanchezza spalmata addosso come una crema stantia. 
Mi arrabbio con i bambini, ma in realtà è a me che rimprovero di non avere tempo ed energie per ognuno di loro.
So però che è solo un momento, lo sconforto lo vedo pendere dal calendario, dalla x che segna la fine della scuola.
Perché tutti i miei progetti potrebbero dover aspettare settembre, ma magari anche no. Magari riuscirò a ritagliarmi un po' di angolini per ritagliare un po' di stoffe. Anzi sarà così di sicuro.
E porterò i bambini al mare e forse a visitare qualche città.
Passeremo ore lente e appiccicose stretti stretti nella calura del dopopranzo.
E va già  un po' meglio, solo sfogandosi un po', rimettendo tutto, a fatica, in prospettiva, parlandone un po'.
Perché tutto può essere un equilibrio difficile, ma con l'esercizio puoi camminare anche su una gigantesca palla rossa. Puoi sfrecciare su un monociclo e fare passi da gigante, se solo hai il coraggio di salire sui trampoli.


Puoi ridere di gusto partendo da poco, quando ti attorni di persone belle, con voci e pensieri puliti.
Puoi cercare di tenere insieme tutti i tuoi impegni, facendoli volteggiare come palline, tenendoli in bilico come piattini cinesi, che girano veloci, non cadono e arrivano a destinazione.
Puoi arrampicarti in alto, facendoti forza, sentire l'aria più leggera, vedere tutto da un'altra angolazione e allora trovare il coraggio di metterti a volteggiare.
Puoi continuare a correre perché la musica si fa incalzante, ma riuscire lo stesso a superare con agilità gli ostacoli che ti trovi di fronte.
E quando sembra che tutto sia buio puoi sempre trovare delle luci colorate che stupiscano te e chi ti sta intorno. 


Tutto questo me lo ha ricordato lo spettacolo di Patasgnaffa. Uno spettacolo messo in piedi in un mese, da bambini entusiasti e insegnanti geniali.
È stato tutto perfetto. I bambini erano felici, emozionati ma sereni. E si vedeva. Non c'era nulla di sfarzoso, di ostentato o di volgare. Era tutto perfettamente misurato, non una nota stonata.
Sono stati tutti eccezionalmente bravi, io non riesco ancora a capacitarmi di come dei bambini, dei ragazzi possano essere in grado di fare certe cose.
Patasgnaffa era una delle più piccole, ma quella che è stato più difficile tenere lontana dalla ribalta. 
È una bestia da palcoscenico, ama profondamente essere ammirata, divertire, stupire, e non ha paura di nulla.
Si è arrampicata da sola sui tessuti e ha eseguito un paio di figure, una anche a testa in giù, con il sorriso sulle labbra e le gambe quasi diritte.
Un grazie davvero agli insegnanti del circo Clap. 
E una buona fine scuola a tutti voi.

lunedì 6 febbraio 2012

PALLACESTO

Patamà non è che muoia mai dalla voglia di andare a vedere Patasgurzo che corre dietro un pallone per prenderlo a sberle o a calci.
Un po' perchè fa sempre troppo caldo o troppo freddo, un po' perchè non è una sportivona e un po' perchè non sopporta vedere che qualcuno se la prende con suo figlio (cosa che succede sempre, anche se nello spirito del gioco).


In realtà quando decide di andarci si diverte un sacco.
Perchè Patasgurzo è bravissimo, anche quando non lo è. Perchè gli occhi gli brillano di gioia anche quando perde. Perchè questi bambini che giocano a fare i piccoli uomini, con pacche sulla schiena e abbracci la fanno troppo ridere. Perchè si divertono sempre, anche quando prendono mazzate o vincono anche senza averci messo l'anima. Perchè con gli altri genitori c'è sempre quell'aria perduta di gita scolastica.



Perchè in fondo stare a guardarlo, qualsiasi cosa faccia, è sempre un ottimo modo per passare il tempo.



domenica 18 dicembre 2011

PATAYOGA

Quest'estate Patamà è stata viziata.
Nel mese passato in campagna da Nonnoro, due volte a settimana veniva Mariagrazia e le donne di casa, appena alzate la mattina si riunivano nel fienile per fare yoga.
Patamà a volte riusciva a far tutta la lezione, a volte no, ma se ne stava a guardare con Patagnoma attaccata alla tetta e si rilassava comunque un sacco.
Patasgnaffa faceva veloci incursioni ma veniva gentilmente allontanata per eccessiva produzione di rumori molesti.
Patasgurzo si è degnato di comparire solo l'ultimo giorno, ma si è incredibilmente scatenato in una danza per poi perdersi nella contemplazione di una fiammella.
Patagnoma assisteva pacifica su un cuscinone rosso, mangiucchiando o facendosi cullare da Mariagrazia.
Comunque sempre attenta, con quella serietà e saggezza che sanno avere solo i bebè o i vecchi.
Finita l'estate il corso di yoga più vicino a casa era impraticabile come orari da Patamà, e quello per bambini è stato dimenticato.
Patamà si era ripromessa di fare il saluto al sole almeno una volta al giorno....ma l'avrà fatto un paio di volte....in sei mesi!
Però ogni tanto i Patasgnaffi tirano fuori un poster con un po' di asana e le riproducono in modo incasinato e chiassoso....non si farà yoga, ma Patayoga si!















giovedì 22 settembre 2011

UCCI UCCI SENTO ODOR....

Oggi l'autista di scuolabus che sonnecchia nelle molteplici personalità di Patamà ha finalmente avuto il permesso di svegliarsi, e Zazà  (la macchina) è stata configurata in versione sei posti (non sette perchè il passeggino ha reclamato il suo sedile!).
Insieme a una indifferente Patagnoma, Patamàautista è andata a prendere Patasgurzo e un suo amico a basket. Due grondanti e arrossati fanciulli si sono accomodati, così sfatti o felici che non hanno neanche litigato per chi dovesse stare dietro dietro.
Zazà è ripartita, destinazione nonnami, dove la Patasgnaffa aspettava di essere recuperata.
Patamà ha accostato la macchina ladovenonsipotrebbematantononc'èaltraalternativa, ha lasciato a bordo i due giovanotti e una più vagamente interessata Patagnoma  e si è ficcata in cortile a prendere la sua bella bambina a righe rosse e rosa.
Appena aperta la portiera è stata investita da una zaffata di umido tanfo. Si è fermata nell'atto di salire, si è guardata intorno perplessa, poi ha guardato i due arrossati e sudati fanciulli e ha capito.
Ha capito che l'età dell'innocenza sta finendo e che è giunta l'ora di iniziare a comprare solette per le scarpe e deodoranti per le ascelle! AIUTO

martedì 8 febbraio 2011

NEVE BIANCA

Domenica la famiglia Patasgnaffa si è spinta la dove osano le aquile....sull'altissima cima del Mottarone, a ben un'ora di strada da casa, per far sciare i Patasgnaffi. Ed è davvero il massimo che possono fare!!! Ai Patagenitori sciare non piace, sono troppo pigri. Svegliarsi all'alba, macinare chilometri, infagottarsi in tutone antipipì, infilarsi in stretti scarponi, agganciarci delle ridicole protesi oblunghe, fare code per mangiare, bere, pagare, prendere demoniaci mezzi di trascinamento....davvero non fa per loro. Ma ci sono cose che nella vita bisogna saper fare, come nuotare, andare in bicicletta (tasto dolentissimo) e sciare....e allora almeno una volta all'anno (!!!! siamo veramente esagerati!) i Patasgnaffi vengono dotati di sci, maestro e spinti a valle. E bisogna dire che loro si divertono anche. Per la Patasgnaffa domenica è stata la prima volta, e sembrava contenta. Distrutta ma contenta. Anche i Patagenitori erano distrutti....e non avevano neanche sciato!

lunedì 7 giugno 2010

IL LAGO DEI CIGNI

Patasgnaffa ha fatto il suo primo saggio di danza. Patamà è molto orgogliosa.
La mattina all'asilo ha distribuito gli inviti per una festa di non compleanno convinta di invitare tutti al suo spettacolo di danza.
Il pomeriggio dopo l'asilo, Patamà ha tentato di raccogliere con mille mollette i capelli di Patasgnaffa, l'ha piazzata davanti al cigno della Plisetskaya e ha cucito l'elastico alle scarpette....tutto rigorosamente un quarto d'ora prima dell'inizio del saggio.Nello spogliatoio la piccola è stata infilata in un tutù bianco e giallo, le sono stati appuntati dei fiori (enormi!) ed è stata sprayata di brillantini da una madre zelante (la suddetta si era dimenticata persino le calze...).
Il saggio è stato fantastico, soprattutto perchè ristretto al solo corso della Patasgnaffa.
Le bambine erano scordinate, casiniste, divertenti e soprattutto divertite. Insomma deliziose.
Patasgurzo ha incitato la sorella con cori da stadio, mentre si teneva in braccio Ada, ospite d'onore .
Patasgnaffa ci ha intenerito (era la più piccola trottola) e fatto ridere ( complici un controllo delle mutande, una danza del ventre, sorrisi, saluti, chiacchere e sbadigli ). Insomma ha fatto quello che bisogna fare per rendere uno spettacolo indimenticabile. Grazie.

mercoledì 5 maggio 2010

LA DURA LEGGE DELLO SPORT

Il Patasgurzo ha evitato le, seppur scarse, lamentele pruriginose della Patasgnaffa, ammazzandosi di sport.
La sua personale maratona (non dimentichiamo però il buon Patapa' che lo ha accompagnato e sostenuto) è cominciata sabato mattina con una partita di basket. Grandi e grossi energumeni di incerta provenienza hanno massacrato i nostri leoncini, accaparrandosi un inverecondo 60 a 1 !
Il Patasgurzo, mastino della difesa, ne è uscito con un sopracciglio tumefatto e un'energia immutata.
Il pomeriggio, eroicamente non scornato, si è ripresentato sul parquet (e qui si fa per dire) per prendersi altre poderose legnate e regalare ulteriori gloriose testate.
La stanchezza non ha accennato presenza e il livido del suo occhi ha chiuso il cerchio....un vero duro!
Il giorno successivo i nostri eroi ( ancora interpretati da padre e figlio) in un'ora che si pensava non appartenesse alla domenica, hanno addirittura attraversato il lago per approdare nel ridente paese dai più chiamato Lesa. Ridente qui lo si suppone, poichè le secchiate d'acqua che venivano giù dal cielo rendevano difficile la visuale...
Qui una diversa formazioe di coraggiosi marmocchi si è buttata nel fango, più e più volte, per rincorrere un pallone e calciarlo in una rete, più o meno costudita. Patasgurzo dopo due divise da buttare e mutande da strizzare, ha regalato al pubblico in delirio ( Patapa' e la mamma dell' Kodello) due splendidi goal.
Inspiegabilmente il torneo, anzichè durare tutta la giornata si è interrotto dopo pranzo e i due magnifici sono tornati per spegnersi sul divano accanto all'inebetita diade madre e pustolosafiglia.