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venerdì 11 aprile 2014

NON TI SCORDAR DI ME

L'altro giorno un' amica mi ha chiesto se pensassi mai a te.
E' stata la prima in nove anni. La prima che mi abbia chiesto come sono stati i giorni successivi, se me li ricordassi.
Certo che me li ricordo, certo che penso a te, non tutti i giorni, ma spesso. E da un po' riesco a farlo anche con un sorriso.
Di quei giorni ricordo il grigio, il grigio dentro, il grigio del cielo e il grigio dei marciapiedi.
Gli sguardi sfuggenti e preoccupati di chi sapeva, che via via si sono persi e non sono mai più tornati a chiedermi di te.
Te che dovevi essere Patapulce a questo punto, che il suffisso pata allora ancora aveva graziato la nostra famiglia. Il fratello di Patasgurzo, quello con cui avrebbe giocato a pallone e che non gli avrebbe riempito la casa di rosa e glitter. Quello lo avrei fatto comunque io, che Patasgurzo e Patapà si rassegnino. Te che hai deciso che in questo mondo non volevi venire, sicuramente perché avevi opzioni migliori. Non sei stato l'unico, ma l'unico che ci abbia illuso così tanto, l'unico che mi abbia costretta non solo a perderti, ma anche a partorirti.
Quindi a te penso di più, non me ne vogliano gli altri. Perdere un figlio è un'esperienza sempre devastante, ovvio che se il figlio è venuto al mondo lo è di più. Nessuno potrebbe mai negarlo.
A queste madri viene concesso il lutto e donata una dannazione eterna che non oso neanche immaginare. Alle madri che perdono un figlio, prima della sua nascita, questo non viene concesso. Si dimentica presto chi non si è mai visto. Ma una mamma che perde un figlio, anche se custodito intimamente per poco non può dimenticare. Perché non solo ha perso un figlio, perché lei così lo sente da subito, ma ha perso un figlio perfetto. Un figlio ideale, che non ti fa passare neanche una notte in bianco, che non fa capricci, che è sicuramente bellissimo, di una simpatia esplosiva e di un' intelligenza che tu proprio te la sogni. Sogni. Ecco cosa predi, il figlio dei tuoi sogni, a un pezzo di strada della sua alba. Tu lo perdi e il mondo se lo dimentica.
E forse va bene così, forse è anche quello che ti fa andare avanti, che ti aiuta a far tornare normale la tua vita, a regolare il tuo respiro e ritmare nuovamente a sincrono i battiti del tuo cuore.
Poi ci sono gli altri tuoi figli, perché sei stata dannatamente fortunata ad averne di così simili a quello dei tuoi sogni, ma quello non ve lo sto neanche a dire.
Però è stato bello che qualcuno si ricordasse di te, e proprio in questi giorni, in cui, nove anni fa avresti dovuto infrangere allegramente l'immagine del bimbo ideale, per diventare un normalissimo, bellissimo, rompiscatolissimo Patasgnaffo. Perché, che ti piaccia o no, questo sei, della nostra famiglia farai comunque parte.
In qualche modo sei venuto al mondo in un freddo Aprile, ti porto sempre qui, all'interno del mio polso. Un nontiscordardime, scelto per il suo colore, che sarebbe stato quello di tuoi occhi, scelto per il suo nome. Solo l'anno successivo avrei realizzato che è proprio in Aprile che questi piccoli fiori invadono pervicacemente il mondo, colorando prati, ma spuntando anche dove non ti aspetteresti. E così tutti gli anni tu vieni al mondo. E non mi sembra decisamente poco.
Grazie Jill.



sabato 21 gennaio 2012

FESTA A TRE

Oggi eravamo invitati alla festa di due fratelli nati a tre giorni e tre anni di distanza. Per loro Patamà aveva lavorato di fretta e furia i Ranelli e alle tre del pomeriggio la Patafamiglia era quasi pronta per partire.
Ma Patasgnaffa rognava da un po', e in effetti proprio fresca non era...così Patapà si è sacrificato ed è rimasto a casa con lei.
All'avventura sono partiti Patamà, Patasgurzo e Patagnoma.
E' stato bello per Patamà passare un pomeriggio con il suo ometto che ormai le arriva quasi al naso.
Alla festa non conosceva praticamente nessuno, tranne la mamma dei ranocchietti ovviamente (quest'amica merita una parentesi. E' nata il giorno dopo Patamà nello stesso ospedale, si sono ritrovate insieme all'asilo, alle elementari, alle medie e al liceo...sempre nella stessa classe.).
E così Patasgurzo ha chiaccherato con lei mentre Patagnoma guardava affascinata la masnada di bambini urlando e sbattendo le braccia come a voler prendere il volo.
A un certo punto dalla borsa di Patamà è uscito il Nintendo, ma da un bambino di nove anni in una festa in cui il più grande ne aveva quattro, non si può pretendere di più. E così Patamà ha chiacchierato con l'unica altra mamma che conosceva, arrivata in ritardo. In ritardo giustificato perchè aveva partorito la sua seconda bimba da sole due settimane....sul tappeto del salotto!
Poi i tre sono risaliti in macchina, Patagnoma è schiantata in un sonno profondo e anche Patasgurzo si è ammutolito con la testa appoggiata al finestrino. E mentre il sole moriva tingendo di rosa lunghe nuvole grigie, Zazà ha costeggiato tre laghi ed è arrivata a casa con il suo prezioso carico.

giovedì 19 gennaio 2012

IL RANELLO

Dopo aver seminato Gufelli sulla testa di buona parte della famiglia, zii e cugine compresi (prima o poi riuscirò a fare una foto di gruppo a tutta la patafamiglia con Gufello....prima o poi riuscirò a fare una foto di gruppo a tutta la patafamiglia, punto) è nato il Ranello per una mia amica che colleziona....mah, chi lo sa?
Adesso devo farne un altro perchè la donzella tiene due pargoli, entro sabato e con la mastite.
Quando si dice missione impossibile!






domenica 18 dicembre 2011

PATAYOGA

Quest'estate Patamà è stata viziata.
Nel mese passato in campagna da Nonnoro, due volte a settimana veniva Mariagrazia e le donne di casa, appena alzate la mattina si riunivano nel fienile per fare yoga.
Patamà a volte riusciva a far tutta la lezione, a volte no, ma se ne stava a guardare con Patagnoma attaccata alla tetta e si rilassava comunque un sacco.
Patasgnaffa faceva veloci incursioni ma veniva gentilmente allontanata per eccessiva produzione di rumori molesti.
Patasgurzo si è degnato di comparire solo l'ultimo giorno, ma si è incredibilmente scatenato in una danza per poi perdersi nella contemplazione di una fiammella.
Patagnoma assisteva pacifica su un cuscinone rosso, mangiucchiando o facendosi cullare da Mariagrazia.
Comunque sempre attenta, con quella serietà e saggezza che sanno avere solo i bebè o i vecchi.
Finita l'estate il corso di yoga più vicino a casa era impraticabile come orari da Patamà, e quello per bambini è stato dimenticato.
Patamà si era ripromessa di fare il saluto al sole almeno una volta al giorno....ma l'avrà fatto un paio di volte....in sei mesi!
Però ogni tanto i Patasgnaffi tirano fuori un poster con un po' di asana e le riproducono in modo incasinato e chiassoso....non si farà yoga, ma Patayoga si!















sabato 5 novembre 2011

ROSSO D'AUTUNNO


La rabbia non è esattamente estranea a queste mura.
Ha dominato i due anni di Patasgurzo, un classico lo so....ma non scherzo dicendo che la rabbia lo dominava. Lui non provava rabbia, la subiva. Lei arrivava e come un fiume di lava incandescente si portava via ogni  suo controllo. Erano capricci magistrali, urla e movimenti scomposti. Nulla lo calmava. Non valeva il contenimento, l'emulazione, la calma, l'indifferenza....si poteva solo stare a guardare, stando attenti che non si facesse male, aspettando che si calmasse da solo, che, letteralmente, tornasse in se.
Fortunatamente con i tre anni questi fiumi di lava rabbiosa si sono seccati. Un problema con il controllo persiste, salta fuori con il dolore fisico. Anche se minimo si manifesta come se fosse estremo e finale. La nostra risposta è decisa e apparentemente spietata, ma è l'unica che un pò funziona.
Patasgnaffa ha avuto anche lei i suoi due anni (incredibile no?). Ci ha allietato anch'essa con i suoi capricci. Ma erano meno e sicuramente di minore intensità. Anche in quel caso poi, la sua vena istrionica la faceva da padrona. Perfettamente controllando le sue emozioni, al contrario del fratello, ti guardava prima dopo e soprattutto durante per vedere (neanche tanto di nascosto) l'effetto che faceva.
Ci sono stati poi anni di relativa calma.
Ma adesso la rabbia è tornata. Più silente, più controllata, ma è la novità dell'autunno.
Patasgnaffa ha cominciato per prima. La sera spesso veniva presa da un nervosismo che lei stessa diceva di non saper spiegare. Faceva la sua faccia satanica, grattava con le mani l'aria e sussurrava con le mascelle serrate di voler spaccare tutto.
L'ho dotata di una vecchia rivista e lei per qualche sera l'ha rabbiosamente stracciata andandosene poi tranquillamente a letto.
La rabbia serale sembra affievolita adesso. Rimane una rabbia frustrata che scoppia quando non riesce a fare qualcosa. Ma ancora una volta questa bambina mostra un controllo e una consapevolezza incredibili e ti viene a dire che è arrabbiata così tanto che avrebbe voglia di mordere questo sentimento che per lei è concreto e palpabile. Allora la rabbia diventa una pizza, rossa e fumante che lei deve mangiare a grandi morsi...anche questo funziona.
Anche Patasgurzo ha i suoi momenti d'ira. Per la prima volta nella sua carriera scolastica, non ha voglia di fare i compiti. E quando gli tocca, e gli tocca, scaglia quaderni, sbatte sedie, mi guarda e dice : "vorrei fare come Patasgnaffa, vorrei rompere tutto". Per lui vale di più il time-out. Si distende sul letto e dopo un pò gli passa.
Non so esattamente  perchè siano tutti e due così arrabbiati. Probabilmente iniziano a realizzare che sono davvero in tre, e che le esigenze di tutti vanno limate e fatti combaciare come in un puzzle. E per questo ci vuole un'amorevole pazienza, tanta amorevole pazienza!
Ma va bene così, meglio che si arrabbino così che con la sorellina....e sì perchè c'è anche lei, che in questo momento sta urlando, arrabbiata da morire, perchè non vuole addormentarsi. Ma da quella rabbia a quanto pare tutti i miei figli ci devono passare....chissà perchè, io adoro dormire!



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mercoledì 24 agosto 2011

TÊTE À TÊTE

Una delle domande più frequenti che mi vengono fatte da quando è nata Patagnoma è : " ma com'è averne tre?". La mia risposta è sempre la stessa...." pensavo peggio, va tutto bene."
Ed è assolutamente così, mi sento proprio bene, completa, a mio agio e felice nella mia famiglia sempre più simile a una tribù! I bambini sono tutti fantastici, i grandi controllano e rilasciano a piccole dosi le loro grandi e giustificate gelosie, la piccola ci regala sorrisi e inconcepibile quiete.
Però adesso è arrivato, non so se perché sono passati cinque mesi o perché sono stata un pò sola con loro. È arrivato il peso del loro numero: tre. Tre contro due, quando c'è Patapà, e, grazie al cielo e grazie a lui, c'è tantissimo. Tre contro uno quando sono sola o quando semplicemente, anche in una folla, vogliono la mamma. E la mia vita è un continuo accudimento, finisco con uno e comincio con l'altro....faccio la pipì e ricomincio con il, la bisognosa di turno. Ma mi piace, non è di questo che mi lamento....va be' ogni tanto anche di questo....di solito quando non riesco a fare neanche la pipì (e si sa che in certi frangenti le donne  poi sono scontrose...)! Sono terrorizzata di non riuscire a dare abbastanza a tutti e tre. Saranno paranoie da figlia unica, non lo so, è che sempre più spesso sogno dei tête à tête...
Sogno di partire con Patasgurzo per una grande città, dove soffermarci con un taccuino davanti a un quadro, sdraiarci in un parco a leggere un libro, provare un nuovo ristorante, stravaccarci in una bella camera d'albergo e perché no, cercare la maglietta di calcio della squadra locale.
Sogno di prendere Patasgnaffa e rinchiuderci in una casetta tutta rosa, fare torte, lunghi bagni pieni di schiuma, pastrocchiare con carta, colori, forbici e colla, travestirci da fate, principesse e spose, pettinare le bambole e pettinare la mia bambola.
Sogno di trovare una stanza piena di colori e di cuscini su cui stendermi con Patagnoma, guardare le sue coscette scalciare, baciarle la punta del mento per sentirla ridere, ridere di gola, di pancia e di occhi. Guardare i suoi occhi che ancora non hanno deciso di che colore essere e restare lì fino all'infinito e basta( per parafrasare Patasgnaffa).
Poi mi sveglio e ricomincio a correre cercando di regalare ad ognuno un piccolo pezzetto di sogno, trattenendomi a stento da chiedere loro " ma ti basto, ma faccio abbastanza?"....nel dubbio prendo un libro e vado a sdraiarmi in piscina.... Magari!!!!

mercoledì 20 luglio 2011

DI POCHE PAROLE:VITA DA MARE

Svegliarsi e coccolarsi è un piacevole obbligo,


Poi con molta calma ci si reca in spiaggia...alla spicciolata e Patagnoma è sempre l'ultima...pigra che non è altro!


Si ritorna a casa e i Patasgnaffi svolgono la bassa manovalanza


dopo pranzo c'è chi dorme, chi fa i compiti e chi si dedica al suo"lavoratorio"


A questo punto urgono nuove coccole, e viene chiamato anche Patapà...


Un bagnetto in compagnia, sperando che Patagnoma non arricchisca l'acqua con elementi interessanti....


Si progetta la serata....la giornata non è mica finita, aperitivo da amici...e che vista!


Cena al ristorante, con tavolo rigorosamente under 10...per la gioia di tutti...tranne che del cameriere e dei vicini!


E perchè poi farsi mancare la discoteca....già perchè!?


Finalmente a casa...un libro nell'acquario e buonanotte a tutti!

giovedì 5 maggio 2011

UN MESE

La maestra ieri ha detto che Patasgurzo era distratto, che aveva la testa da un'altra parte, che era anche un po' agitato.
Verso la fine della mattina, impaziente ha chiesto se fosse passato mezzogiorno. La risposta affermativa gli ha illuminato il volto, e non perché la scuola volgesse ormai al termine, ma perché la nuova sorellina compiva un mese...
Mi sai dire Patagnoma dove mai potrai trovare un fratello più innamorato?
Innamorato di te ogni giorno di piu'.
Di te che sei la sua copia, ma che lo sei anche di Patasgnaffa.
Di te che fai le facce buffe e dei versi non umani.
Di te che ogni nuovo giorno sei più sveglia, che inizi a guardarti intorno, che inizi a guardare noi e forse a chiederti dove sei finita!
Innamorato di te, innamorati di te tutti noi, trenta volte di più rispetto a un mese fa, e chissà cosa succederà quando ti deciderai a sorriderci davvero!

venerdì 29 aprile 2011

THAT'S AMORE

Avrebbero potuto soffocarla con la copertina, chiuderla dentro un armadio, chiedere di rispedirla al mittente, e invece i Patasgnaffi si sono innamorati della Patagnoma. Anche la patasgnaffa, proverbialmente gelosa, anche Patasgurzo, spesso noncurante.
E' una gara a chi la tiene in braccio più volte e con maggior maestria.
Al primo vagito la povera madre viene subito chiamata all'ordine. Se temporeggia viene redarguita. A lei sola è riconosciuto il potere e il dovere di occuparsi della nuova venuta.
La Patagnoma è la bambina più bella del mondo e per lei vengono intonati canti.
L'unico rischio è che tutto questo amore



soffochi la bebè...più della copertina!

giovedì 21 aprile 2011

DOVEVAMO FARLO PRIMA!


Sono almeno due anni che stiamo cercando disperatamente di responsabilizzare Patasgurzo. Di farlo diventare più indipendente e domesticamente utile. Se qualcuno volesse obiettare che forse avremmo dovuto iniziare a farlo da subito, non posso far altro che chinare il capo e cospargermelo di cenere (in questi giorni pare si usi!). Ma l'arrivo della Patagnoma ha comipiuto il miracolo. Ha cominciato ad apparecchiare la tavola, a portare via il piatto quando ha finito, ad aiutare la Patasgnaffa e questa mattina ha voluto anche preparare la colazione per tutti! Gioca molto di più con la sorella che dal canto suo è diventata una signorina. Ha implementato notevolmente il suo vocabolario e si è evoluta in modo impressionante nel modo di relazionarsi con gli adulti e con il fratello. L'altra mattina ha riordinato di sua sponte la camera dei giochi e ha addirittura rifatto i letti (si fa per dire...). E' diventata anche più frignona e mammona, ma non si può mica avere tutto!
In definitiva i Patasgnaffi in due settimane sono cresciuti in maniera utilmente impressionante....a saperlo facevamo una Patagnoma prima! (basta che per far crescere lei non serva lo stesso espediente...che altrimenti non la finiamo più)

sabato 6 novembre 2010

UN FRATELLO INNAMORATO

Patasgurzo che da anni ormai snobba il genere femminile si è innamorato. Va in giro con sguardo ebete, ogni tanto si illumina e sorride al mondo, pensa solo a lei , parla solo di lei, anche la maestra mi ha detto che in questi giorni è radioso.
Patasgurzo si è innamorato di sua sorella. Purtroppo non della Patasgnaffa, ma di quella meno ingombrante, ancora ingabbiata nel ventre materno, inabilitata a qualsiasi tipo di rompiscatolaggine....la bambina ideale insomma!
Le ha dato già un nome, e prevedo sarà dura liberarsene, la saluta ogni volta che la vede passare, la bacia e la abbraccia, la misura e la vezzeggia. Patamà in quanto mero contenitore a stretto contatto con queste effusioni, ma esclusa, non nasconde troppo la sua gelosia!
La cosa però più struggente sono le implicazioni dell'amore. Le preoccupazioni. Patasgurzo a quanto pare è stato segnato più del previsto dalla strada tortuosa che ha portato Patasgnaffa tra noi. Una madre distratta che perdeva bambini, e una sorellina incerta fino alla fine se unirsi a noi o folleggiare per sempre nell'Isola Che Non C'è.
Appena ha saputo che Patamà era incinta le ha chiesto come mai non fosse a letto e chi sarebbe andato a prendere Patasgnaffa all'asilo ( visti episodi precedenti probabilmente pensa che per lui sia giunta ormai l'ora dell'indipendenza!). Continua ad accarezzare la pancia materna parlando sognante della sua abitante, ma aggiungendo sempre il SE davanti alla sua nascita.
Questa mattina ha intimato alla sorella parlante di non svegliare la mamma che dormiva (olè) : "non osare svegliare la mamma, non lo sai che è incinta, ma tu la vuoi o no la sorellina, allora resta qui.....guarda che ti picchio....!" A quel punto si è dovuto alzare...Patapà!
Mi rendo conto solo adesso che una gravidanza serena ( e speriamo che duri a questo punto) era quello che ci voleva a me, ma anche al mio piccolo uomo, futuro padre (magari).

venerdì 5 novembre 2010

FINALMENTE UN PO' DI ENTUSIASMO

Era estate, i bambini erano in montagna con la nonna, tutto sembrava quieto e facile.
I patagenitori si sono rilassati e hanno immaginato che un terzo figlio non fosse poi una cattiva idea. In effetti non si sono limitati a pensarlo, altrimenti non saremmo a questo punto!
Il girovita di Patamà ormai è difficilmente occultabile dalle tende sahariane che ultimamente ha spacciato per "stile personale", e pian pianino il mondo è venuto a sapere che i patasgnaffi, se tutto va bene saranno tre.
Le reazioni alla lieta novella sono state sempre controllate e improntate su una gioia perplessa. Perplessi invero e per primi erano i patagenitori, che continuavano a domandarsi in che guaio si fossero cacciati, proprio ora che la vita cominciava a essere leggermente in discesa!
Insomma questa creatura, che appartiene al genere femminile, era ovviamente benvoluta ma non si era ancora beccata un vero applauso.
Ieri sera la notizia è stata data ai due Patasgnaffi (prima che lo venissero a sapere dal panettiere!).
Hanno scrutato un'orrida ecografia in 3D, in cui solo un cuore di madre può vedere un tenero cucciolo, pensando che fosse un cervello, un uomo primitivo, un rombo (le nozioni geometriche di Patasgnaffa sono molto vaghe....dovremo rileggere qualche libretto prima infanzia e ripetere insieme: rombo giallo, triangolo verde...) e il futuro....A parte il rombo le altre ipotesi non erano così sballate!
Al disvelamento dell'arcano Patasgurzo è scoppiato a urlare, saltando sul divano e ballando per la sala. Non l'ho visto così felice neanche quando ha ricevuto il nintendo!
Patasgnaffa è scoppiata a piangere, ma solo perchè non aveva capito niente...Poi ha sgranato gli occhi e mi ha denudata per vedere la sorellina.
E' stato un momento in cui la gioia che riempiva la sala era così tanta che avremmo potuto mangiarla per cena ed esserne sazi per mesi
E' stato il primo momento (ma non l'ultimo si intende) in cui è stato chiaro che il nostro azzardo non era altro che la cosa giusta da fare.
E' stato il primo applauso a scena aperta che si è presa la Patagnoma....ed era ora!

lunedì 5 luglio 2010

RINCONTRO

I patasgnaffi sono stati lontani una settimana. Dovevano andare insieme con la nonnafi in montagna, ma Patasgnaffa ha visto bene di ammalarsi il giorno prima della partenza.
E così sono stati, per una settimana nipoti unici (sì perchè Patasgnaffa, appena guarita è stata mandata dalla nonnami....anche i patagenitori, talvolta, hanno bisogno di vacanza!).
E così hanno continuato a chiedere uno dell'altra.
E così, quando si sono rivisti si sono abbracciati.
E così hanno giocato con le figurine e a rincorrersi, eh sì, anche sulle scale.
E così hanno cominciato a parlare simultaneamente fino a che non sono crollati addormentati....