mercoledì 13 luglio 2011

PATApostSGNAFFO: PASTA ALLA PATAGNOMA

Patamà:Cosa vuoi mangiare oggi amore?
Patasgnaffa:Annora, prendi la pasta, la cuoci ci metti il pesto, la mortadella e dei mirtilli.
Patamà:Va bene, che bella ricetta, e come la chiamiamo? Pasta alla Patasgnaffa?
Patasgnaffa:No Pasta alla Patagnoma (non si capisce se sia un omaggio o uno scarico di responsabilità!)

La pasta è stata fatta. Il farro ha sostituito la pasta e proprio non c'e l'ho fatta a mettere mirtilli, lo so sono vecchia dentro! Però ci ho messo le mozzarelline che sono anche loro piccole e tonde...ce la siamo mangiata fredda ed era buonissima!

PATApostSGURZO: UN GIORNO TUTTI INSIEME

Patasgurzo è ufficialmente grande e se può andare in vacanza da solo può anche ritagliarsi uno spazio nel blog...che poi è anche un modo per tenersi un pò in esercizio scolastico!!!

Io e Dodo e Ale (un mio amico di Zoagli) siamo stati un giorno insieme.
La nostra famiglia è andata in spiaggia e io sono stato invitato da Dodo e Ale per la seconda volta consecutiva.
Per cena ,dopo le appassionanti partite ai videogiochi e calcio (con la tripletta di Dominguz), Dodo, Ale, Guido(i miei amici di Zoagli) sono venuti da me.
Mi sono proprio divertito!

lunedì 11 luglio 2011

MA QUANTI CAPELLI

Quando ancora erano giovani e soli i Patagenitori, talvolta, fantasticavano sulla futura prole. In particolare un giorno in Bretagna persero del tempo in un negozio a guardare tutine, calzini e cappellini tutti rigorosamente a righe. L'indumento che più sciolse loro il cuore era un piccolo cappellino. Un cappellino fondamentale per la loro futura creatura che ancora non esisteva ma era dotata di affettuoso nomignolo: Pelatino.
Quella vacanza fu decisiva, piccoli bellissimi vestiti, spiagge sconfinate e francesissime e numerosissime giovani famiglie da cartolina convinsero i Patagenitori a diventare tali, e il Pelatino fu messo in cantiere.
Un mese prima del parto durante una visita la ginecologa comunicò a Patamà di aver sentito i capelli e un'ostetrica di nome Rugiada (non è un nomignolo da blog!)disse, rincuorando una sofferente donna appena entrata in sala parto, di vedere già i capelli.
Patamà poi spinse per altre quattro ore ma quando Patasgurzo nacque subito (forse non subito...per un po' i suoi pensieri furono alquanto vacui) capì sia l'ostetrica che la ginecologa. Infatti aveva avuto due bambini, Patasgurzo e i suoi capelli. Dei capelli folli, tantissimi, biondissimi e perfettamente acconciati. Venivano a vederlo da altri reparti. Ci furono visite di puericultrici ormai pensionate e Patamà cominciò ad abituarsi, andando in giro con la carrozzina, a sentirsi dire sempre, per prima cosa: "ma quanti capelli!".
Poi rimase incinta di Patasgnaffa, una femmina, lo specchio materno per eccellenza, e si preparò ad accogliere tra le sue braccia una biondissima pelatina.
Ma ecco comparire un'altra testa piena di capelli e questa volta erano pure scuri.
Di nuovo il primo commento della gente davanti a questa minuscola creatura fu quasi sempre: "ma quanti capelli!".
Arrivò anche il turno di Patagnoma. Patamà a quel punto aveva rinunciato al suo "Pelatino", però ancora cullava il sogno di una biondissima e boccolosa creatura.
Ma ecco sbucare fuori lo stampino dei primi due, con folti capelli forse ancora un poco più scuri.
E ancora la prima cosa che tutti dicono è: "ma quanti capelli!".

"LA MATERNITÀ"

Una spiaggia assolata, un cielo terso e un mare limpido. Una mamma bionda tiene in braccio una bianca frugoletta tutta nuda. Un capolavoro di panna e zucchero. La creatura spalanca la sua boccuccia, come un uccellino nel nido. La madre sorride e le porge un turgido seno pieno di latte e miele. La piccola si attacca e con le manine disegna cerchi delicati sulla pelle appena arrossata dal sole della mamma. Parte un coro di cicale e un quartetto d'archi. Una meraviglia bucolica....La bambina cambia di appena un tono il colore alle gote e piega leggermente una paffuta gambotta...parte un geyser di cacca che inonda il passeggino vicino...il nostro per fortuna!

venerdì 8 luglio 2011

TUTTI AL MARE....

.....si fa per dire!
ormai sono al mare da una settimana e sono più pallida di uno stracchino appena uscito da una catacomba. Avevo previsto di abbronzarmi poco, per carità...ma non pensavo di rimanere a questi livelli.
Patagnoma piccolina non aiuta molto. I primi giorni aborriva la spiaggia e urlava addirittura terrorizzata.Oggi è andata meglio forse sta facendosene una ragione! In compenso ha preso a farsi gran ronfate notturne, cosa di per se che vale più di mille bagni in acque cristalline(o meno!).
Ma soprattutto quella che non collabora sono proprio io, che mi sono adornata il viso con un grazioso erpes che mette in risalto i miei zigomi come poche altre cose al mondo...quindi niente sole, quindi pochissima spiaggia.
Credo di esserci andata in tutto non più di quattro ore...di cui ben una oggi. Oggi è stata una vera giornata di mare e forse mi si è arrossata una spalla.
I patasgnaffi hanno invece ritrovato le loro sane abitudini marine: Patasgurzo gioca a calcio in piazza (!!!) e Patasgnaffa dipinge sassi...all'ombra. Prevedo che in poco torneranno anche loro belli pallidini!

lunedì 4 luglio 2011

UNA BOTTA DI VITA

Le vacanze in Liguria mi danno sempre un senso di qualcosa di familiare, di prevacanza, di un salto nel parco vicino a casa in attesa di qualcosa di più forte, esotico e sconosciuto. Quest'anno poi, nel solito paesino, oltre ai soliti amici, abbiamo incontrato, in soli due giorni, un sacco di amici milanesi che non ci aspettavamo necessariamente di incontrare. Più che una vacanza sembra una passeggiata in Ticinese nei tempi andati della spensierata gioventù (!!!). E' inaspettato e divertente, abbiamo cenato e bevuto aperitivi, proprio come una volta, solo con qualche figlio in più! Tra un appuntamento e un incontro abbiamo anche recuperato i Patasgnaffi grandi, sempre più grandi, più biondi e più abbronzati. Un tuffo al cuore e un boccheggiante bacio

sabato 2 luglio 2011

E LA MAMMA DOV'E?

In questa settimana senza i Patasgnaffi grandi, con solo una Patagnoma da sbaciucchiare, Patamà ha adottato nell'ordine: un'emicrania martellante, una gastrite dolente, un erpes strisciante e un torcicollo paralizzante. E così quella che ieri ha messo piede su suolo marino era una creatura spettinata (provate voi a pettinarvi con il torcicollo!), dal colorito giallognolo cosparso di graziose pustole e stranamente rigida nei movimenti. Domani quando i bimbi grandi la incontreranno non mi stupirei se le chiedessero: "e la mamma dov'è?".