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lunedì 10 marzo 2014

CARNEVALE 2014

Ancora sta cosa del carnevale ambrosiano non l'ho ben chiara. I coriandoli li ho tirati fuori dal garage giovedì, un pacco già iniziato di una scorta che giace lì da almeno tre anni. Ogni volta me ne dimentico per ritrovarmeli fra le mani tipo a ferragosto.


Ho preso quello già iniziato per tenere quello grande per la sfilata di sabato, e così armati, di soli pezzi di carta e spogli di ogni travestimento siamo andati al parco. Che era pieno perché c'è una fame di sole e aria aperta che chissà quando si placherà.
Venerdì la scuola era chiusa ma Patasgnaffa se ne è andata al nido con Patagnoma. Due piccole squaw, perché l'asilo non c'era più, c'era però un accampamento con indiani e cowboy che al posto del calumet della pace si scambiavano polpette e trombette.



Sabato c'era un bel sole e già al mattino c'era qualcuno che si dava da fare per preparare la sfilata, tema scelto, le Olimpiadi.
A quanto pare tutti gli amici dei bambini andavano in un altro paese perché il nostro l'anno scorso non aveva organizzato niente. E anche se l'anno prima aveva portato in scena addirittura il carnevale di Rio, è bastato un anno per giocarsi la partecipazione non dico dei turisti, ma anche degli abitanti stessi.
Alla fine son stata più campanilista io, la straniera, perché mi spiaceva vedere qualcuno che lavorava per niente.
E comunque mi è andata decisamente bene perchè Patagnoma ha tirato subito fuori l' animo pavido e isterico che riserva alle situazioni fuori dal comune. Pensavo fosse cresciuta, ma probabilmente non abbastanza.
E così mi si è avvinghiata addosso e ha sussurrato come un mantra "casa" "casa". Visto che non c'era Patapà mi sembrava ingiusto portar via anche i grandi e così ci siamo defilate un po' e lei, pur rimanendo imbronciata, si è calmata un pochino. E io ho potuto anche fotografare il cigno in riva al lago, perché da madre degenere ma blogger, un pensiero al post mi è anche scappato pur nella situazione difficile.



Per mia fortuna però i ragazzi che avevano organizzato il carnevale avevano fatto un bel lavoro, quindi, grazie anche alla scarsa affluenza di gente, son riuscita a riportare Patagnoma sul pratone dov' erano stati organizzati dei giochi pseudo olimpici, del tipo: sollevamento pesci, tiro del gianduiotto, salto con il martello, sci da fondo...schiena...


Patasgnaffa si è subito iscritta e io l'ho subito persa di vista, Patasgurzo nel giro di tre secondi aveva già un pallone in mano e giocava a calcio, che d'altronde si sa, era anche lo sport praticato da Sandokan.


Patagnoma ha trovato di estremo gradimento l'area dedicata ai più piccoli, dove finalmente si è sciolta e ha cominciato a sorridere, per spingersi poi anche a gironzolare qua e là, anche per tifare la sorella.


Quindi alla fine l'abbiamo sfangata egregiamente, e abbiamo passato tutto il pomeriggio all'aria aperta.



Io la sera ero stravolta...di quella stanchezza che solo le prime giornate di sole dopo l'inverno ti danno.
Una stanchezza che è anche un sospiro di sollievo perchè per un altro anno i mesi più freddi e bui sono passati.
Sta volta però mi ha colto il sottile e amaro pensiero che un inverno in meno è anche un anno in meno, della mia vita e di loro bambini. Non ce n'è, sto decisamente invecchiando.
Lo dimostra anche il fatto che i coriandoli sono rimasti in garage, ancora!


domenica 2 marzo 2014

LAGO DEI CIGNI

E' un po' di anni che scrivo sul blog, dovrei aver capito l'importanza della pianificazione, ma come sempre mi trovo sempre fuori tempo.
Quindi eccomi qui, con il mio post sul carnevale, con un tutorial per trasformare le vostre giovani fanciulle in piccoli cigni, o in buffi anatroccoli.


Un tutorial a carnevale praticamente finito e senza foto del processo creativo perché non ce l'ho fatta a farle per via del tempo. Del tempo che non avevo e di quello che c'era fuori, che ha avuto l'ardire di ritornare piovoso.
Un post perfetto, ci manca solo una ricetta fallimentare delle chiacchiere (crostoli o bugie o come altro volete chiamarle) e siamo a post(o).
Comunque eccoli qui i miei due piccoli cigni, non truccati, scalzi e non in riva al lago come avevo immaginato. Cioè io avevo la scenografia perfetta e non l'ho usata. Snifferò piume per punizione, anzi no quello l'ho già fatto confezionando i vestiti.




Per fare quello di Patasgnaffa ho cucito uno scamiciato bianco, di vellutino, ma potete prendere anche una canottiera di qualche taglia più grande in modo che sembri un vestitino. A quel punto procuratevi dei boa di piume, le trovate facilmente nei negozi cinesi, ma si trovano anche nelle mercerie ben fornite. Ovviamente sono assolutamente la stessa cosa. Armatevi di pazienza, una mascherina e anche un grembiule, è un consiglio d'amica, e cucite le piume sullo scollo, sulle maniche e sull'orlo inferiore del vestitino.



Il costume di Patagnoma è invece un semplice body bianco, a cui ho cucito due giri di piume intorno alla vita e due piccole applicazioni ai lati dello scollo. Avevo paura che troppe piume la infastidissero troppo, e avevo ragione!


Per il collo dei cigni ho usato un tubo di cartone di quelli che si trovano all'interno delle carte da regalo.
Gli ho infilato sopra una gamba tagliata da un paio di vecchi collant di Patasgnaffa imbottendo la parte del piede per farla diventare la testa del cigno, fermando l'estremità con un nodo e facendolo rientrare nella cavità del tubo. Sulla testa ho disegnato un paio di occhi, ho cucito un becco di feltro giallo e nero e una coroncina d'oro, perché trattasi di cigni regali, non le prime ochette che passano!
Alla base del collo ho messo un collarino di pizzo per evitare che l'imbottitura se ne andasse qua le là. All'inizio avevo messo un collarino di piume, ma più che un cigno sembrava un avvoltoio, e capirete bene non fosse il caso! Quello stesso collarino però l'ho fatto scivolare alla fine del tubo, dando l'illusione di una coda.


Comunque sia alla festa del nido, a cui parteciperà anche Patasgnaffa, si vestiranno da cowboy o indiani...quindi domani si ricomincia a cucire!



lunedì 23 settembre 2013

PATAPINUP


Chicchirichì il gallo canta, la mamma si alza.




Raddrizza i bigodini, infila vestaglia e le pantofoline, quelle azzurre con il morbido pompon che tanto piacciono alla piccola di casa.
In cucina carica la macchina del caffè e scalda la pentola per i pancake. La radio canta e il sole sbircia dalle tendine.




Scende anche papà, raccoglie il giornale sullo zerbino e sprofonda in poltrona.
Vola giù dalle scale la bambina grande, la camicia da notte con i volant giallo canarino, e le trecce scarmigliate.


La segue il giovanotto di casa con il ciuffo schiacciato, ed ecco che la piccola di casa, chiama dal lettino, l'orsetto nella mano e il pigiamino di spugna rosa.




Ora il sole è alto nel cielo, e la famiglia al completo ha finito la colazione, e corre a vestirsi.
Le code di cavallo vengono tirate in alto, le sottogonne stringono un po', ma ancora si allacciano.
I pantaloni vengono risvoltati sulla caviglia e la brillantina lascia un buon odore sulle mani. 
Una passata di rossetto, una spruzzata di profumo e tutti stipati nella fiammante 500 azzurra ecco che si va.



Musica, moto, palloncini, hamburger, hot dog, patatine e amici.
Un sole nuovamente caldo.
Una bella giornata 


domenica 27 gennaio 2013

IL VESTITO DELLA FESTA

Settimana scorsa, ancora acciaccata dal l'influenza mi sono abbandonata alla viziosa perversione della televisione al pomeriggio e mi sono rivista una puntata della Casa nella Prateria.
Poi con i bambini ho guardato Piccole Donne, appurando con piacere che non capissero perché una volta le donne non potessero fare tutto quello che facevano gli uomini.
Argomenti frivoli a parte, mi sono ricordata di quanto mi piacessero quei vestiti, con le maniche a sbuffo, i grembiuli, le rouches, i calzettoni pesanti e gli stivaletti stretti alle caviglie.
E mi sono ricordata di uno dei pochissimi vestiti che mi sono rimasti da quando ero piccola.
Un signor vestito, fatto su misura da una sarta, in occasione del matrimonio di una mia cugina.
Mi ricordo le prove con la mamma, lei si stava facendo cucire un tailleur. Un modello tipo Chanel, di lana spessa e con bottoni dorati. Lo avrebbe indossato poi con una camicetta di seta azzurra e si sarebbe infilata delle scarpe con la vernice in punta e i tacchi altissimi e sottilissimi.
La mattina del matrimonio siamo poi andate insieme dal parrucchiere e i suoi capelli in quel periodo erano quasi rossi.
Trattamento completo, anche la manicure. Uno smalto rosa perlato che non potevo fare a meno di guardare.
E così l'ho tirato fuori e l'ho infilato a una raggiante Parasgnaffa.











L'occasione era speciale, oggi era il compleanno di Nonnami, anche se non lo deve sapere nessuno. E l'intento era farla sentire più giovane di trent'anni, almeno per un secondo, o forse di più, in fondo i suoi capelli sono tornati ad essere rossi.
Il mio unico regalo, a parte una testa trofeo che ultimamente mi diverto a fare. Per lei una pecora nera perché mi ha insegnato che essere fuori dal coro è spesso una virtù e che una buona dose di follia rende la vita più interessante.





Buon compleanno mamma.



giovedì 1 novembre 2012

MELE STREGATE

La strega deve aspettare un pomeriggio che profumi di tempesta, quando le nuvole si ingrasseranno di grigio e il vento del nord strapperà le foglie dai rami scuri.
Allora sceglierà le mele, 8 tra le più rosse e piccoline. Le avrà raccolte nel bosco incantato della terra al confine del sogno, sfidando le ire della piccola ma feroce Patagnoma.
Con lacrime di unicorno le laverà bene, dopo aver levato il picciolo.



Infilzerà con bacchette di legno di salice piangente i piccoli cuori e finalmente si occuperà della fatale mistura.




In un pesante paiolo farà sciogliere in 200 ml di rugiada di palude (acqua) 900 gr di polvere di ossa di Bambi (zucchero). Quando il composto borbotterà le prime bolle, rimestando paziente dovrà aspettare che raggiunga i 100 gradi. Solo allora verserà 50 gr muco di orco (miele), una spolverata di pelle secca di ramarro (cannella), qualche dente cariato di ratto (chiodi di garofano), e qualche goccia di sangue di fata (colorante alimentare rosso).
Se ne starà lì a mescolare ancora, cantilenando antiche maledizioni alternate a canzoni di Pupo, e quando il tutto raggiungerà i 150 gradi ci tufferà le innocenti mele.


In pochissimo il fatale composto si indurirà e i denti degli incauti e molesti Troll rimarrano lì incastrati, portandoli inesorabilmente verso una lenta seppur dolce morte.


....se per caso volete preparare le mele per teneri frugoletti di specie umana usate gli ingredienti tra parentesi e immergete velocissimamente le mele nel composto, in modo che la corazza che le farà risplendere non sia indistruttibile! (io ovviamente le ho preparate per Troll)

lunedì 16 aprile 2012

LA LEGGENDA DELLA CORONA SCINTILLANTE

C'era una volta un re molto saggio ma anche molto triste perchè nel suo regno, da quando il giovane principe era misteriosamente scomparso, stavano inesorabilmente calando le tenebre, e la sua magica corona scintillante non riusciva quasi più a rischiare le sue belle terre.

In una goccia di rugiada viveva una bellissima principessa, triste perchè imprigionata.


Un giorno il re trovò la goccia di rugiada e con un caldo soffio la dissolse. La piccola principessa, finalmente libera, danzò con il suo re salvatore mentre il sole cominciava lentamente a risalire.


Fu così che il re saggio dalla corona scintillante sposò la piccola principessa di rugiada.


Ma la piccola regina degli gnomi rubò con l'inganno la corona scintillante.


Il regno stava per ripiombare nuovamente nell'oscurità, ma ecco miracolosamente ricomparire il giovane principe.
Era sparito anni addietro rincorrendo una palla magica lanciatagli dalla fata dell'arcobaleno, ma finalmente era riuscito a ritrovare la strada di casa.
Si riprese la corona e la pace e la luce tornarono nel regno.



P.S. NonnoBeppe scusa, ma proprio non ho resistito!