mercoledì 21 agosto 2013

PATATERAPIA

Io sono una persona fondamentalmente pigra. Ma sono anche molto testona e tendenzialmente bastiancontraria. Quindi se mi rendi impossibile fare una cosa, mi viene una voglia irresistibile di farla. 
Il piano della vacanza in campagna prevedeva un po' di lavori in casa. Ragion per cui sono andata all'Ikea, ragion per cui mi si è bloccata la schiena.
Ma dopo un paio di giorni mi sono accorta che in piedi stavo meglio che seduta o sdraiata. Ma stare in piedi e basta, converrete, è noioso. Quindi ho ricoperto di spray il ricopribile 





Ricoperto di carta una sedia, le maniglie della cucina, e per favore portatemi via la
carta che temo di avere un comportamento ossessivo compulsivo. 





Ho ridipinto le lampade e ricoperto il divano



Ho riverniciato e ricoperto i tavolini e la cucinetta delle bambine.





Ho costruito capanne, che ogni sera devo smontare.
Perché sono anche un po'masochista. 


In un giorno di pioggia ho dipinto la cornice di una porta e un carrellino. 




Dopo l'incidente di Patagnoma la mia schiena è andata miracolosamente a posto, non so se per merito della poltrona dell'ospedale o per l'adrenalina.
Però ero anche un po' stressata. E così ho dipinto il tavolo da pranzo. 






Ora dovrei dipingere questo gioiellino, ma sto bene e sono rilassata....



venerdì 16 agosto 2013

BOLLETTINO MEDICO

Perché quest'anno va così. Il trionfo delle #cacanze. Ho iniziato io, perché come madre devo dare il buon esempio. E
come blogger ho manie di protagonismo. 
Per prima cosa c'è quindi stato il mio mal di testa, martellante e senza fine. Apparentemente, perché dopo più di un mese e mezzo è miracolosamente cessato. Peccato che io fossi ormai ridotta a camminare come una vecchia di 104 anni ( o come una donna incinta, fate
voi, è uguale) da un colpo della strega che per non lasciarmi sola mi ha regalato una lombosciatalgia. Grazie.
A un certo punto gli antiinfiammatoriantidolorificimiorilassanti hanno iniziato a far effetto. A proposito, me li ha prescritti un fisiatra molto gentile che durante la visita mi ha chiesto da quanto portassi gli occhiali, se avevo mai messo plantari, se avevo subito interventi e se avessi fatto ortodonzia. Un sì a ogni domanda. Però poi mi ha chiesto se il dentista mi avesse vista svestita. #nomatipare? Ma vi immaginate la scena? "Dottore ho male a un molare.""prego si spogli" (sì, lo so che è pratica buona e giusta, sebbene rara, ma comunque immaginare la scena fa ancora ridere. A me perlomeno).
Comunque, dicevo che iniziavo a stare un pochino meglio, per fortuna perché, così di punto in bianco a Patagnoma è venuto un febbrone, che si è portata in giro insieme a un sorriso. Adorabile.
Il giorno dopo è stato il turno di Patasgurzo, meno sorridente e decisamente delirante. So che è brutto da dire, quando delira ormai rido, ma forse lo faccio per esorcizzare la paura. Forse.
Oggi era il turno di Patasgnaffa che non vedeva l'ora di mangiare davanti alla tv e dormire nel lettone. Anche lei.
Però stamani aveva solo un po' di mal di gola e allora siamo andati al parco giochi.
E allora le due sorelle di sono messe ad andare sul dondolo. Divertente fino a che Patagnoma non è andata giù come una pera, battendo schiena e nuca. 
Un bel pianto e via verso casa che era l'ora di mangiare.
Però ha cominciato a vomitare, e poi ad abbioccarsi. E allora via verso l'ospedale con Patapà che guidava come Niki Lauda.
A un certo punto ho avuto la certezza
di arrivare in ospedale. Da morta però! Certi sorpassi al pelo che potrebbe riciclarsi come stunt-man, mentre io agitavo uno straccetto bianco come in un film anni 50. (Per chi se lo chiedesse avevo il vestito adatto).
Dopo questo viaggio fulmineo è stato bello arrivare in ospedale dove nessuno ci è venuto in contro come in ER. Anzi, ci è stato chiesto di aspettare, poi ancora aspettare e poi riempire i moduli al computer. Dopo quasi mezz'ora finalmente è arrivato un dottore. E ci ha fatto ricompilare moduli e anamnesi. Ovvio. Avrei smontato l'ospedale mattone via mattone. Ovvio.
La piccola sembrava sufficientemente reattiva, ma hanno deciso di tenerla in osservazione.
La pediatra del turno successivo, meno convinta che tutto andasse bene, ha deciso che ci voleva una Tac.
E siamo entrati nel vortice di prelievo, buchi e sedazioni. Patagnoma è diventata rabbiosamente reattiva, #pornana. 
Fortunatamente la Tac è risultata negativa, ma vista la disidratazione dovuta al continuo vomito, abbiamo vinto una notte in ospedale.
La dottoressa è stata molto gentile e, stupita che annuissi spesso e che talvolta anticipassi le sue parole, mi ha chiesto se fossi una sanitaria. Non ho avuto il coraggio di dirle che non mi sono persa una puntata di Greysanatomy, e che lo so benissimo che aspettando la Tac si è imboscata con il radiologo.
Ora Patagnoma, cucciola bellissima, dorme, con una farfallina blu posata fastidiosamente su una manina.
Io ho sono spaparanzata su una fichissima poltrona verde, e non sono mica tanto sicura che sarò in grado di alzarmi! Patasgnaffa ha la febbre, ma sono sicura abbia trovato chi la
stravizi.
Ps. In tutta la giornata, tersa di sole, ovattata di silenzi, e sfregiata dalla tensione un grazie a Giovanna, che solo vedendo una foto in Instagram, e conoscendomi appena, si è precipitata
in ospedale. Purtroppo eravamo giù a fare la tac.
Chi dice che internet è senza cuore 
non capisce proprio niente.


giovedì 8 agosto 2013

PATAPOST: CONCERTO

Dopo vario peregrinare in giro per la penisola, annessa anche fuga dall'ultimo soggiorno marittimo, causa rottamazione imminente della sottoscritta, siamo tornati brevemente a casa, per permettere a sapienti mani osteopate di cercare di rimettermi in piedi.
Si' perche' una volta che sprofondo nel divano, grazie a una strega che mi colpi' (tale Expedit del regno legnoso di Ikea), difficilmente ne vengo fuori.
E di questa mia condizione ne hanno approfittato biecamente i Patasgnaffi&friends aka DubleLapo&sisters allietando il mio pomeriggio.
I video fanno schifo, la musica fa accapponare la pelle ma i testi secondo me, sono degni di nota. Troppi antidolorifici?

FINE DELLE VACANZE
oh yeah, oh yeah
Siamo tutti qui non ci stanchiamo mai (x2)
Siamo tornati
Saltiamo, balliamo, siamo scatenati
Siamo piu' forti, facciamo festa
Ci montiamo la testa
Ci Divertiamo
Siamo tutti qui non ci stanchiamo mai (x2)



L'ESTATE

E' sorto il sole
Tutti ballano e cantano!
Vado incontro al futuro, butto via il passato
E' estate ormai,
Voliamo verso il mare,
Facciamo il bagno di notte
La la la la


LA SPIA E L'ASSASSINO

AAArriva - l'Assassino - ci uccidera'- con il coltello ci scannera' -ci obblighera' a confessare dove i soldi nascondiamo
La Spia mi seguira' - non avro' piu' segreti - cerchero' di fuggire ma lui mi seguira'



LA CENA CON GLI AMICI

Sono arrivato, ci siamo tutti
Dal poliziotto al bimbo neonato
Dal trovatello al tizio con l'ombrello,
Dal barista al rabbioso camionista
Non c'e' niente di meglio che
La cena con gli amici (x2)
(siamo noi i suoi amici)
C'e' quello che ha la fidanzata
Quello che ha fatto una bella camminata
Quello che guida il battello
Quello che ha un pipistrello
C'e' lo sportivo 
E quello che vende il detersivo

Non c'e' niente di meglio che
La cena con gli amici (x2)
(siamo noi i suoi amici)



LA PANTERA ROSA

Inacciuffabile, introvabile
E' una leggenda, ma io ci credo
L'avvistero', la catturero,
E' la Pantera Rosa (x2)\
Mi sono addentrato nella foresta
E sento un rumore di festa
L'ho vista, una sagoma rosa
Ho capito la' con la sua bella posa 
E' la Pantera Rosa (x2)\




sabato 27 luglio 2013

MAL DI MARE

Mare e vacanza sono la stessa cosa.
Non c'è vacanza senza mare e non c'è mare senza vacanza. Anche se pare, si mormora, che ci sia gente che al mare ci vive, e che non è sempre in vacanza.


Sono cresciuta sentendo dire che ai bambini il mare non solo fa bene, ma che lo devono fare. Il più a lungo possibile. E così ogni estate cerco di portarli al mare. Il più a lungo possibile. Il più consecutivamente possibile.


Ogni anno parto sicura che l'aria saprà di salsedine e di mirto. Ovunque io vada.
Che sentirò la pelle tirare a sera, per il sole e per il sale. Ogni anno sono sicura che sentirò svanire le voci della spiaggia pian piano, abbioccamdomi in un caldo dopopranzo. Che ci saranno aperitivi e tramonti che si spengono nel mare.


Che sarò lievemente tramortita tutto il giorno, molle indolente, e che la sera, fresca e stellata sarà tutta da scoprire.
E invece mi ritrovo, ogni anno di più, stanca e tramortita. Ma davvero.


Con mal di testa che non mi mollano e fiato corto sin dalla mattina. E la colpa non è dei bambini, che non ci fosse Patapà non vedrebbero neanche il mare. Sono io che sono una vecchia carretta. È a me che il mare piace, ma che, devo ammetterlo, non fa per niente bene.


E così ho passato le vacanze al Lido all'ombra di un capanno, molto chic per la verità.
Le vacanze in Liguria più a casa che in spiaggia, e per fortuna che avevo Patagnoma che mi spalleggiava e
preferiva la piscina gonfiabile, gonfiata da
me, tutta. Cioè la preferiva fino a che non ci ha fatto la cacca dentro, tre volte. Ora preferisce la doccia.


Tra due giorni, ostinata e continua, cambierò ancora mare e me ne andrò a Santa Marinella. Roma. Dove è previsto un picco di caldo. Geniale direi.



domenica 21 luglio 2013

UNDICI

Ecco, sono undici. Cioè abbiamo superato la decina.
Son traguardi importanti. Sono passati dieci anni, e un po' mi sembra ieri che eri morbido burro biondo tra le mie braccia e un po' mi sembra che una vita senza di te sia solo un ricordo lontano, magari di qualcun'altra, di una bimba bionda con le gambe che almeno si doravano un po' e i capelli che si scolorivano nel mare.


È giunto il momento di regalarti lo stereo, di lasciarti festeggiare solo in pizzeria, con gli amici, la sera.


È giunto il momento di far la coda al Libraccio per prenderti i libri di scuola. Per un momento ho pensato pure fosse giunto il momento di comprarti la Smemoranda, ma forse è giunto il momento che il diario te lo scelga da solo.
È giunto il momento di iniziare a guardare le tue spalle magre e un pochino ossute, che allontanandosi a tratti da me cominciano ad andarsene in giro da sole.
È forse il momento più difficile per me, più difficile di quando mi svegliavi dieci volte per notte. Disgraziato. 


Ma per fortuna mi ti butti ancora addosso, con le braccia che sempre più lunghe inizi a non sapere più dove mettere.
E anche se il più delle volte grido perché mi fai male tu continua amore mio. Almeno per i prossimi undici anni. Poi, forse, possiamo ritrattare. Forse.
Auguri cucciolo. 

martedì 9 luglio 2013

I FIGLI CRESCONO, LE MAMME IMBIANCANO



Quando ci siamo trasferiti nella Patacasa, i Patasgnaffi erano due.
Arrivavamo da una grande casa con un lungo corridoio. I muri arancioni rincorrevano quelli verdi e si scontravano con quelli gialli.
Patasgurzo vi aveva vissuto da solo, anche se non era la sua prima casa. La sua stanza aveva un angolo sul tramonto e un letto con il soppalco turchese.
Quando è arrivata Patasgnaffa, minuscola, si è accampata nella stanza più piccola, ombrosa e con un tavolo rosa.
Però allora erano giovani ed incoscienti, ed il loro amore era ancora intatto e nuovo.
Quindi amavano dormire insieme. Lo facevano solo nel fine settimana, quando le risate protratte non avrebbero segnato eccessivamente i nostri occhi.
Patasgurzo andava nella camera della piccola, lei nel suo alto lettino viola scintillante di brillantini e lui su una brandina accanto.
E così nella Patacasa abbiamo deciso di farli dormire insieme, una stanza per dormire, e una per giocare.
E l'inizio è stato bello. Pieno di entusiasmo come tutti gli inizi. Il più delle volte li ritrovavi avvinghiati nello stesso letto, le coperte accartocciate e i piedi intrecciati.
Ma ormai era tanto che non succedeva più. 







Patasgrzo soprattutto era alla continua ricerca di uno spazio tutto suo, e faticava a dividere la stanza con una giovane principessa chiacchierona.
Lei dal canto suo, forse traviata da modelli più standard, finiva per trasferire tutti i giochi nella stanza da letto, imponendo infiniti traslochi serali.
Era quindi giunto il momento di dividerli; approfittando del fatto che fossero in vacanza con NonnaFi, mi sono armata di pennelli e muscoli, e gli ho fatto una stanza per uno.
Proprio come un regalo. Di fine anno, o di compleanno. Possono scegliere come vogliono.






E' stato difficile partire per una settimana a lavoro finito ed aspettare di vedere che faccia avrebbero fatto...ma ne è valsa davvero la pena. 
Ho due figli divisi e molto più felici!


sabato 6 luglio 2013

#PATALIDO

All'inizio ci andavo sopra un passeggino bianco e blu a righe. La mattina era sempre presto, e vedevamo la bandiera salire silenziosa su San Marco.


Il passeggino lo spingeva la nonna, i ricci capelli neri raccolti in una crocchia alta e morbida, la pelle scura e il rossetto rosso. Piccola e perfetta, in un abitino in viscosa colorato, sulle immancabili zeppe di sughero.


A casa lasciavamo il nonno. O forse anche lui era già uscito. Alto, magro biondo e pallido. La maglietta marrone stretta, i pantaloni cachi e le scarpe di tela.


Partiva da casa con il suo cavalletto, i suoi fogli e gli acquarelli, e si perdeva tra le calli. Il professore.


Il passeggino veniva caricato sulla motonave e poi spinto fino alla spiaggia. Capanne a righe bianche e verdi e chilometri di sabbia..


Anche il cielo era affollato, aquiloni, aereoplanini, elicotteri e ogni tanto qualche paracadutista. O è uno scherzo della memoria?


Le ore in acqua, da giugno fino a settembre, quando in spiaggia c'eravamo solo noi e i tedeschi.


Poi l'accappatoio rosso e un bicchiere di latte caldo. Sempre, immancabilmente.
E poi indietro verso Venezia, il passeggino messo via, le gambe allungate e il prendisole blu a piccoli fiori bianchi.


Così avanti e in dietro, casa spiaggia, spiaggia casa. Su per le scale sempre fresche, con l'odore dei canali.


Nel salotto con il pavimento in pendenza da farci scivolar le biglie, lo studio del nonno e i suoi colori ad olio, la camera della nonna con le violette sull'armadio.
Così per otto anni, non molto, ma allora quasi una vita.


E così i patasgnaffi li ho voluto portare al Lido e nonostante io non stessi per niente bene è stato proprio bello.