Queste ultime settimane i Patasgnaffi hanno vissuto in una bolla. Un giardino quadrato con piante in crescita, piscina, canestro, altalena, canna dell'acqua, orto e nonni.
Continuavano a perdere le scarpe perchè non ne avevano bisogno. Impastavano il pane e i pochi contatti con il mondo esterno si chiamavano Giuditta e Vittoria belle da rincorrere e da gettare in acqua.
Adesso siamo tornati. La bolla si è sollevata per planare dolcemente sul lago...ma ahimè improvvisamente è scoppiata.
Sveglia alle sette, tutti giù dal letto. Colazione, macchina, cerca parcheggio, porta Patasgurzo a scuola. Pausa caffè e Patasgnaffa all'asilo. Torna a casa, raccatta Patagnoma e torna in paese, ma per un'altra pausa caffè (fortunatamente ci sono doveri e doveri). Cerca di disfare le valige, almeno un pò, riprendi Patasgurzo (meno male già nutrito da Nonnami) e via a dilapidare una fortuna in cartoleria. Spesa. Casa, cerca le chiavi per almeno dieci minuti, che altrimenti non sei tu. Impasta il pane, per non perdere le buone abitudini. Patasgurzo a calcio e recupero Patasgnaffa. Chiacchericcio a bordo campo ( solito appunto sui doveri). Casa senza Patasgurzo, a lui ci pensa Patapà, ma c'è la cena da finir di preparare. Mangiare in dieci secondi netti e sparire per liberare i letti dal bucato piegato. Metti Patasgurzo sotto la doccia, prepara le cose per domani e lava i denti a Patasgnaffa. E fuori due. Bagnetto a una altamente irritata Patagnoma (ogni volta che provava a dormire la tiravo su....). E adesso son qui che aspetto che finisca di scalciare nel letto e prenda il trenino della nanna. Così poi mi bevo un te freddo e comincio a foderare i libri......Ed è solo il primo giorno!!! ( per questo e solo per questo mi concederete questo pallosissimo elenco!)
lunedì 12 settembre 2011
martedì 6 settembre 2011
ERCOLE
Continua l'appassionante avventura dei Patasgnaffi in albergo!
sul finire, decisamente, dell'estate l'allegra famigliola decideva di regalarsi gli ultimi giorni di mare, magari con annessa fastidiosissima ma altrettanto amata sabbia.
Il lusso della doppia comunicante tuttavia, apparve improponibile sin dalle prime timide e incasinate ricerche. Alla fine però fu trovato un alberghetto proprio davanti al mare, in modo da concedere anche a Patamà e a Patagnoma un poco di spiaggia, con una stanza sufficientemente grande, almeno all'apparenza, per contenere armoniosamente l'eterogenea tribù.
Tuttavia la notte precedente la partenza Patapà si rotolava nel letto in preda all'angoscia: " ci sarebbero stati tutti davvero?...Non uno sopra l'altro?....non i Patasgnaffi nel letto e i libri letti nella vasca da bagno?...."
Oggi la patatruppa è sbarcata all'hotel Del Sole dove ha trovato una grande camera, senza numero ma chiamata opportunamente Ercole, con due divano letto separati parzialmente dal letto matrimoniale.
Nonostante gli iniziali gridolini e le solite resistenze i due Patasgnaffi grandi si sono rassegnati a spegnere la luce e hanno iniziato al rigirarsi nel letto.
La Patagnoma si è intrattenuta nel solito balletto serale che comporta masticamento tette di Patamà, contorsioni e gargarismi.
La luce è stata spenta, il computer ha tenuto compagnia a Patamà e Patapà è stato dotato di una graziosa lucetta da libro.
Nonostante questo fremeva, si agitava, guardava nervosamente verso i bambini e si alzava ogni due per tre per ordinare di smetterla...di rigirarsi nel letto!
Finalmente a un certo punto si è addormentato....e gli altri di conseguenza!
sul finire, decisamente, dell'estate l'allegra famigliola decideva di regalarsi gli ultimi giorni di mare, magari con annessa fastidiosissima ma altrettanto amata sabbia.
Il lusso della doppia comunicante tuttavia, apparve improponibile sin dalle prime timide e incasinate ricerche. Alla fine però fu trovato un alberghetto proprio davanti al mare, in modo da concedere anche a Patamà e a Patagnoma un poco di spiaggia, con una stanza sufficientemente grande, almeno all'apparenza, per contenere armoniosamente l'eterogenea tribù.
Tuttavia la notte precedente la partenza Patapà si rotolava nel letto in preda all'angoscia: " ci sarebbero stati tutti davvero?...Non uno sopra l'altro?....non i Patasgnaffi nel letto e i libri letti nella vasca da bagno?...."
Oggi la patatruppa è sbarcata all'hotel Del Sole dove ha trovato una grande camera, senza numero ma chiamata opportunamente Ercole, con due divano letto separati parzialmente dal letto matrimoniale.
Nonostante gli iniziali gridolini e le solite resistenze i due Patasgnaffi grandi si sono rassegnati a spegnere la luce e hanno iniziato al rigirarsi nel letto.
La Patagnoma si è intrattenuta nel solito balletto serale che comporta masticamento tette di Patamà, contorsioni e gargarismi.
La luce è stata spenta, il computer ha tenuto compagnia a Patamà e Patapà è stato dotato di una graziosa lucetta da libro.
Nonostante questo fremeva, si agitava, guardava nervosamente verso i bambini e si alzava ogni due per tre per ordinare di smetterla...di rigirarsi nel letto!
Finalmente a un certo punto si è addormentato....e gli altri di conseguenza!
giovedì 1 settembre 2011
PATAPOSTSGNAFFO : VERONA
IN GIRO PER IL MONDO! PRIMA TAPPA: VERONA
Il nostro hotel è a un passo dalla famosa Arena di Verona, siamo andati a vederla da fuori e abbiamo mangiato un gelato sotto la grande statua della piazza. Poi siamo andati in giro per Verona fino al Duomo ed io e Patasgnaffa abbiamo cavalcato i grifoni che sono davanti alla chiesa e Patamà ci ha fatto un sacco di foto. Ritornando indietro ci siamo fermati in una bella piazza a prendere un aperitivo, un centrifugato di frutta. Io e Patasgnaffa abbiamo giocato a un due tre stella e abbiamo conosciuto un bambino di nome Francesco e due simpatiche cinesi. Siamo anche riusciti a entrare sotto dei portici che sembravano chiusi, ma abbiamo trovato un buco.
Più vicino a casa Nonnolu ( il nonno che vediamo una volta sola all'anno, ma che io avevo già visto a Canazei) ci ha comprato i regali di compleanno: una Minnie pupazzo per Patasgnaffa e per me un orologio da polso digitale bianco.
Noi stremati siamo tornati in albergo, abbiamo giocato un poco e poi siamo usciti a cena. Lì abbiamo mangiato cose squisite.
Fine prima giornata.
La mattina seguente ci siamo svegliati e abbiamo fatto colazione in hotel, e poi io ho fatto un'altra colazione al bar con una brioche alla crema. Dopo siamo andati al castello dove abbiamo visto una statua che rappresenta un cavaliere sul suo cavallo, una campana,un pozzo e uomo travestito da antico romano. Poi siamo andati in un parco giochi molto bello dove c'era una pista per Le biciclette con semafori veramente funzionanti, parcheggi e cartelli stradali e una pompa di benzina di legno.
Per pranzo siamo stati in un ristorante in cui abbiamo mangiato tartine ed io ho disegnato la mappa di Verona su una tovaglietta.
Dopo mangiato siamo stati ad una mostra di fotografie in dei sotterranei. Li vicino c'era anche un pozzo.
Tornando in albergo abbiamo visto alcuni artisti da strada, un uomo che fingeva di essere un bebè in un passeggino, due faraoni e uno che fingeva di essere una statua di bronzo, il mio preferito.
In albergo abbiamo giocato in camera, la nostra, con il nonnolu e poi siamo andati a vedere l'arena da dentro.
La sera il nonno e'partito.
Il giorno dopo siamo tornati a casa, ma prima ci siamo fermati a mangiare il risotto col pisto vicino a Mantova.
Il nostro hotel è a un passo dalla famosa Arena di Verona, siamo andati a vederla da fuori e abbiamo mangiato un gelato sotto la grande statua della piazza. Poi siamo andati in giro per Verona fino al Duomo ed io e Patasgnaffa abbiamo cavalcato i grifoni che sono davanti alla chiesa e Patamà ci ha fatto un sacco di foto. Ritornando indietro ci siamo fermati in una bella piazza a prendere un aperitivo, un centrifugato di frutta. Io e Patasgnaffa abbiamo giocato a un due tre stella e abbiamo conosciuto un bambino di nome Francesco e due simpatiche cinesi. Siamo anche riusciti a entrare sotto dei portici che sembravano chiusi, ma abbiamo trovato un buco.
Più vicino a casa Nonnolu ( il nonno che vediamo una volta sola all'anno, ma che io avevo già visto a Canazei) ci ha comprato i regali di compleanno: una Minnie pupazzo per Patasgnaffa e per me un orologio da polso digitale bianco.
Noi stremati siamo tornati in albergo, abbiamo giocato un poco e poi siamo usciti a cena. Lì abbiamo mangiato cose squisite.
Fine prima giornata.
La mattina seguente ci siamo svegliati e abbiamo fatto colazione in hotel, e poi io ho fatto un'altra colazione al bar con una brioche alla crema. Dopo siamo andati al castello dove abbiamo visto una statua che rappresenta un cavaliere sul suo cavallo, una campana,un pozzo e uomo travestito da antico romano. Poi siamo andati in un parco giochi molto bello dove c'era una pista per Le biciclette con semafori veramente funzionanti, parcheggi e cartelli stradali e una pompa di benzina di legno.
Per pranzo siamo stati in un ristorante in cui abbiamo mangiato tartine ed io ho disegnato la mappa di Verona su una tovaglietta.
Dopo mangiato siamo stati ad una mostra di fotografie in dei sotterranei. Li vicino c'era anche un pozzo.
Tornando in albergo abbiamo visto alcuni artisti da strada, un uomo che fingeva di essere un bebè in un passeggino, due faraoni e uno che fingeva di essere una statua di bronzo, il mio preferito.
In albergo abbiamo giocato in camera, la nostra, con il nonnolu e poi siamo andati a vedere l'arena da dentro.
La sera il nonno e'partito.
Il giorno dopo siamo tornati a casa, ma prima ci siamo fermati a mangiare il risotto col pisto vicino a Mantova.
PATAPOSTSgnaffa: la macchinina
Patasgnaffa negli ultimi mesi ci lascia basiti arrivando con lavoretti che produce in solitario su un suo banchetto che lei chiama "lavoratorio".
Prende qualche spunto dalla televisione, memorizzando ogni piccolo particolare e poi rielabora quello che ha visto e lo adatta alle sue esigenze.
Quando proprio non riesce a realizzare qualcosa da sola mi chiede aiuto e arriva puntualmente con dei fogli su cui ha stilato precisissimi progetti.
Mi sta già decisamente bagnando il naso in creatività, ma io non sono gelosa, e ho deciso di concederle uno spazio per illustrare (con parole sue....) i suoi lavori.
Devi prendere, se io ti dico per favore, un rotolino finito della carta igienica, poi prendi un foglio nero, io ti do un barattolo e ci disegni intorno e disegni un cerchio, poi con un foglio blu disegni un personaggio. Ritagli tutto poi attacchi i pezzi neri sul lato del rotolino e il personaggio in mezzo. Poi decori con un elastico brillante che non ti piace più, ma quando devi farti un codino, puoi prenderlo!
Prende qualche spunto dalla televisione, memorizzando ogni piccolo particolare e poi rielabora quello che ha visto e lo adatta alle sue esigenze.
Quando proprio non riesce a realizzare qualcosa da sola mi chiede aiuto e arriva puntualmente con dei fogli su cui ha stilato precisissimi progetti.
Mi sta già decisamente bagnando il naso in creatività, ma io non sono gelosa, e ho deciso di concederle uno spazio per illustrare (con parole sue....) i suoi lavori.
Devi prendere, se io ti dico per favore, un rotolino finito della carta igienica, poi prendi un foglio nero, io ti do un barattolo e ci disegni intorno e disegni un cerchio, poi con un foglio blu disegni un personaggio. Ritagli tutto poi attacchi i pezzi neri sul lato del rotolino e il personaggio in mezzo. Poi decori con un elastico brillante che non ti piace più, ma quando devi farti un codino, puoi prenderlo!
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mercoledì 24 agosto 2011
TÊTE À TÊTE
Una delle domande più frequenti che mi vengono fatte da quando è nata Patagnoma è : " ma com'è averne tre?". La mia risposta è sempre la stessa...." pensavo peggio, va tutto bene."
Ed è assolutamente così, mi sento proprio bene, completa, a mio agio e felice nella mia famiglia sempre più simile a una tribù! I bambini sono tutti fantastici, i grandi controllano e rilasciano a piccole dosi le loro grandi e giustificate gelosie, la piccola ci regala sorrisi e inconcepibile quiete.
Però adesso è arrivato, non so se perché sono passati cinque mesi o perché sono stata un pò sola con loro. È arrivato il peso del loro numero: tre. Tre contro due, quando c'è Patapà, e, grazie al cielo e grazie a lui, c'è tantissimo. Tre contro uno quando sono sola o quando semplicemente, anche in una folla, vogliono la mamma. E la mia vita è un continuo accudimento, finisco con uno e comincio con l'altro....faccio la pipì e ricomincio con il, la bisognosa di turno. Ma mi piace, non è di questo che mi lamento....va be' ogni tanto anche di questo....di solito quando non riesco a fare neanche la pipì (e si sa che in certi frangenti le donne poi sono scontrose...)! Sono terrorizzata di non riuscire a dare abbastanza a tutti e tre. Saranno paranoie da figlia unica, non lo so, è che sempre più spesso sogno dei tête à tête...
Sogno di partire con Patasgurzo per una grande città, dove soffermarci con un taccuino davanti a un quadro, sdraiarci in un parco a leggere un libro, provare un nuovo ristorante, stravaccarci in una bella camera d'albergo e perché no, cercare la maglietta di calcio della squadra locale.
Sogno di prendere Patasgnaffa e rinchiuderci in una casetta tutta rosa, fare torte, lunghi bagni pieni di schiuma, pastrocchiare con carta, colori, forbici e colla, travestirci da fate, principesse e spose, pettinare le bambole e pettinare la mia bambola.
Sogno di trovare una stanza piena di colori e di cuscini su cui stendermi con Patagnoma, guardare le sue coscette scalciare, baciarle la punta del mento per sentirla ridere, ridere di gola, di pancia e di occhi. Guardare i suoi occhi che ancora non hanno deciso di che colore essere e restare lì fino all'infinito e basta( per parafrasare Patasgnaffa).
Poi mi sveglio e ricomincio a correre cercando di regalare ad ognuno un piccolo pezzetto di sogno, trattenendomi a stento da chiedere loro " ma ti basto, ma faccio abbastanza?"....nel dubbio prendo un libro e vado a sdraiarmi in piscina.... Magari!!!!
Ed è assolutamente così, mi sento proprio bene, completa, a mio agio e felice nella mia famiglia sempre più simile a una tribù! I bambini sono tutti fantastici, i grandi controllano e rilasciano a piccole dosi le loro grandi e giustificate gelosie, la piccola ci regala sorrisi e inconcepibile quiete.
Però adesso è arrivato, non so se perché sono passati cinque mesi o perché sono stata un pò sola con loro. È arrivato il peso del loro numero: tre. Tre contro due, quando c'è Patapà, e, grazie al cielo e grazie a lui, c'è tantissimo. Tre contro uno quando sono sola o quando semplicemente, anche in una folla, vogliono la mamma. E la mia vita è un continuo accudimento, finisco con uno e comincio con l'altro....faccio la pipì e ricomincio con il, la bisognosa di turno. Ma mi piace, non è di questo che mi lamento....va be' ogni tanto anche di questo....di solito quando non riesco a fare neanche la pipì (e si sa che in certi frangenti le donne poi sono scontrose...)! Sono terrorizzata di non riuscire a dare abbastanza a tutti e tre. Saranno paranoie da figlia unica, non lo so, è che sempre più spesso sogno dei tête à tête...
Sogno di partire con Patasgurzo per una grande città, dove soffermarci con un taccuino davanti a un quadro, sdraiarci in un parco a leggere un libro, provare un nuovo ristorante, stravaccarci in una bella camera d'albergo e perché no, cercare la maglietta di calcio della squadra locale.
Sogno di prendere Patasgnaffa e rinchiuderci in una casetta tutta rosa, fare torte, lunghi bagni pieni di schiuma, pastrocchiare con carta, colori, forbici e colla, travestirci da fate, principesse e spose, pettinare le bambole e pettinare la mia bambola.
Sogno di trovare una stanza piena di colori e di cuscini su cui stendermi con Patagnoma, guardare le sue coscette scalciare, baciarle la punta del mento per sentirla ridere, ridere di gola, di pancia e di occhi. Guardare i suoi occhi che ancora non hanno deciso di che colore essere e restare lì fino all'infinito e basta( per parafrasare Patasgnaffa).
Poi mi sveglio e ricomincio a correre cercando di regalare ad ognuno un piccolo pezzetto di sogno, trattenendomi a stento da chiedere loro " ma ti basto, ma faccio abbastanza?"....nel dubbio prendo un libro e vado a sdraiarmi in piscina.... Magari!!!!
lunedì 22 agosto 2011
CINQUE
Sei sempre stata una diva. Come una diva ti sei fatta attendere, dando frettolose sbirciate attraverso il sipario. Ti sei fatta cullare, pretendendo riposo e ghiaccioli. Ancora nell'ombra della mia pancia ti sei fatta fare mille foto e in ognuna hai pensato bene di metterti in posa. In dirittura d'arrivo hai fatto stare tutti con il fiato sospeso...perché nelle curve di crescita tu non volevi mica starci!
Ti sei fatta tirare gentilmente fuori senza dover fare la minima fatica e rovinare la tua perfetta messa in piega.
Da allora affronti la vita con un'energia impareggiabile, sempre piena di brio e di sorrisi.
Sceneggi sapientemente la tua storia, alternando momenti di trascinante commedia a sprazzi di travolgente tragedia. Noi restiamo affascinati a guardarti, e anche se in fondo siamo cooprotagonisti non possiamo far a meno di fermarci e applaudirti.
Ti sei fatta tirare gentilmente fuori senza dover fare la minima fatica e rovinare la tua perfetta messa in piega.
Da allora affronti la vita con un'energia impareggiabile, sempre piena di brio e di sorrisi.
Sceneggi sapientemente la tua storia, alternando momenti di trascinante commedia a sprazzi di travolgente tragedia. Noi restiamo affascinati a guardarti, e anche se in fondo siamo cooprotagonisti non possiamo far a meno di fermarci e applaudirti.
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martedì 16 agosto 2011
303+304
Avevamo bisogno di trovare un campo neutrale per poter finalmente vedere nonnoLu. Trattasi di nonno in quanto padre Patamà, spirito, eccessivamente, libero, divorato da grandi passioni...le donne, i cavalli e il mare ( anche le macchine, le pipe, i cavallini di ceramica, gli orologi, le moto e chissà cos'altro in chissà quali stagioni della vita). La passione che forse ha vinto su tutte, a questo punto, si può dire sia il mare. Ormai da una decina di anni il "capitano" veleggia per 9 mesi all'anno e per i restanti tre, che cadono in estate, sverna la sua estate ( qual'è mai il termine giusto?)a Trento.
Quest'anno abbiamo deciso di incontrarci a Verona, in modo da unire l'utile al dilettevole e far vedere a Patasgurzo, sempre più curioso, un posto nuovo, anche nell'estate della nuova sorellina.
La sorella di un Amica lavora in un hotel della città e quindi Patamà ha chiesto a lei per prima consigli sulla ricettività di Verona e sulla possibilità di trovare un poco di "vita" anche a ferragosto.
In realtà non si pensava di alloggiare nel suo albergo troppo centrale e troppo executive....ma l'offerta nel complesso conveniente della gentile Sofi ha fatto cambiare rotta (per restare in tema...) alla patafamiglia.
E così siamo sbarcati all' hotel Europa, con il vantaggio di essere accolti da un sorriso amico e soprattutto di essere alloggiati in due camere comunicanti, una per i Patasgnaffi e una per i Patagenitori....va beh e Patagnoma.
I bambini sono eccitatissimi all'idea di avere una loro camera, un loro bagno e soprattutto una loro televisione. I Patagenitori sono felici di non essere costretti a sentire borbottii,
russate e soprattutto di non dover spegnere la luce e rifugiarsi a leggere nella vasca da bagno...nella migliore delle ipotesi.
Quest'anno abbiamo deciso di incontrarci a Verona, in modo da unire l'utile al dilettevole e far vedere a Patasgurzo, sempre più curioso, un posto nuovo, anche nell'estate della nuova sorellina.
La sorella di un Amica lavora in un hotel della città e quindi Patamà ha chiesto a lei per prima consigli sulla ricettività di Verona e sulla possibilità di trovare un poco di "vita" anche a ferragosto.
In realtà non si pensava di alloggiare nel suo albergo troppo centrale e troppo executive....ma l'offerta nel complesso conveniente della gentile Sofi ha fatto cambiare rotta (per restare in tema...) alla patafamiglia.
E così siamo sbarcati all' hotel Europa, con il vantaggio di essere accolti da un sorriso amico e soprattutto di essere alloggiati in due camere comunicanti, una per i Patasgnaffi e una per i Patagenitori....va beh e Patagnoma.
I bambini sono eccitatissimi all'idea di avere una loro camera, un loro bagno e soprattutto una loro televisione. I Patagenitori sono felici di non essere costretti a sentire borbottii,
russate e soprattutto di non dover spegnere la luce e rifugiarsi a leggere nella vasca da bagno...nella migliore delle ipotesi.
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