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lunedì 7 luglio 2014

STAPPATA

Di Patasgurzo ho un vago ricordo. Il salotto giallo, il divano di legno che ora è il suo letto, fuori grigio umido. La molla che scattò non so quale fu, il ciuccio lo portava poco, ma ancora veniva messo tutti i giorni nell'armadietto dell'asilo. Però quel giorno abbiamo, sì insieme, deciso che era ora di liberare il ciuccio, che voi forse non lo sapete, ma non è altro che un pesciolino in fieri, che quando ha finito il suo lavoro con un bambino non vede l'ora di essere liberato nell'acqua e tornare a guizzare felice. Allora siamo usciti e abbiamo gettato il ciuccio nel lago, la fata che dorme sul fondo, lo ha subito ritrasformato e lui è nuotato via senza un rimpianto, senza voltarsi indietro. Anche Patasgurzo non ha avuto un attimo di rimpianto, non si è voltato indietro, e ha potuto scegliersi il regalo che preferiva. Non ricordo quale fosse, ma ricordo che fu una cosa piccola e sorprendentemente economica. Mi era andata bene.
Di Patasgnaffa ricordo di più, e non solo perché è successo qualche anno dopo. Fu un filino più drammatico, più ricco di pathos diciamo. Cose che aiutano la memoria.
Era un giorno ancora più grigio e sicuramente più freddo. Anche lei era già alla materna, anche lei metteva il ciuccio nell'armadietto. Verso le due del pomeriggio il telefono squilla e mi dicono che Patasgnaffa è caduta, ha sbattuto contro un calorifero del corridoio (sì, con il paracalorifero) e ha perso uno dei due incisivi.
Ora, alzatevi in piedi ed applaudite la maestra che ha preso il dente, lo ha lavato e rinfilato nella gengiva della fanciulla. Sono passati cinque anni e credo stia tremando ancora, ma è la cosa giusta da fare. Sappiatelo. Un dente tempestivamente rinfilato ha buone possibilità di riprendersi. Se non siete così coraggiose potete conservare il dentino in soluzione fisiologica o nel latte e correre dal più vicino dentista. Cosa che comunque ho fatto io, e così Patagnoma ha vinto una specie di apparecchio che teneva il dente rinfilato lì dove doveva stare per favorirne il rinsaldamento e ha perso il ciuccio, che in quel momento comportava più rischi che benefici. Un pesce nuovo ha nuotato sul fondo del lago e un'orrenda bambola parlante, probabilmente indemoniata, è venuta a vivere con noi.
Patagnoma invece è andata al mare con le nonne, che hanno perso all'autogrill il suo unico ciuccio. Non so se sia vero ma non lo ha più chiesto per tutta la settimana. Considerando che mai mamma mi tolse il ciuccio disegnadoci sopra dei vermi che ancora mi sogno di notte, ho qualche dubbio, ma cercare il pelo nell'uovo non è mia intenzione. Mi è tornata una bambina abbronzata e stappata e tanto mi basta.
Certo a me il ciuccio lo ha chiesto insistentemente le prime sere per dormire, ma complice un nuovo Lego anche questa volta l'abbiamo sfangata.
Ho solo avuto un improvviso lampo di coscienza ecologica e ho deciso che gettare un ciuccio nel lago non fosse poi una bella cosa. E così la fata del lago ha dovuto muovere le sue umide chiappe per venire a ritirare il ciuccio a domicilio, al calar delle tenebre. Bella gioia, si sa che le mamme al terzo giro diventano incredibilmente pigre!


lunedì 19 maggio 2014

LE PICCOLE FIORAIE

La nostra scuola ha sempre bisogno di soldi, non è una novità e non è sicuramente l'unica.
C'è un comitato genitori che si sbatte a destra e a manca, tra questi sbattimenti è inclusa una lotteria di fine anno, di cui fino ad adesso sono sempre stata solo felice perditrice di biglietti. Già perché mi lamento sempre che non vinco mai nulla ma ci fosse una volta che mi ricordo di controllare... (non è vero, qualche volta lo faccio, qualche volta).
Quest'anno però quella disgraziata di Patasgnaffa ha avuto l'ardire di presentarsi a casa brandendo un carnet di biglietti da vendere.
Dunque, non è che noi siamo delle strane bestie asociali, abbiamo i nostri amici e conduciamo una vita di relazione con il prossimo vivace ed appagante. Però non ci si può definire inseriti nel territorio. Conosco relativamente poche persone e sicuramente non conosco i cognati dei cugini del fratello della moglie del bisnonno. Non ho fatto l'asilo con nessuno di loro, neanche le elementari e a volerla dire tutta neanche le medie. In più ho una scarsissima memoria per i nomi e prima di tracciare vaghe linee genealogiche tra le persone devo conoscerle piuttosto bene.
Questo per dire che in un paese del genere se dai a quasi ogni bambino della scuola un carnet di biglietti da vendere, il mercato si satura in un amen (termine ecclesiastico usato di proposito, non non andiamo neanche a messa, per supportare il concetto di quanto possiamo essere tagliati fuori), e a noi restano veramente pochissime chance di venderne qualcuno, anche perché il novantanove per cento delle persone che abbiamo conosciuto lo abbiamo fatto attraverso la scuola.
Certo ci sono anche i nonni, ma quella gegna di Patasgnaffa ha fatto comprare a NonnaMi i biglietti da un compagno di Patasgurzo, eh sì, perché sono coinvolte anche le scuole medie, e come fai a concorrere con chi fa la ronda del paese in bicicletta nel giorno di mercato?
Allora ho pensato che se vendere i biglietti sarebbe stato impossibile, potevamo provare a vendere qualcos'altro....più il biglietto, che a questo punto doveva essere visto quasi come uno scontrino.
Allora le donne di casa armate di carta crespa e colla (sì la Coccoina, sì ancora lei, sì ha ancora quell'odore lì) hanno fatto dei fiori di carta e sono andate a venderli sul lungo lago.



Un pomeriggio con un sole splendente, una lieve brezza e addirittura un mercato. Sono partita convinta che avremmo finito i biglietti in un batter d'occhio.
All'inizio Patasgnaffa faceva la timida e si vergognava a offrire i suoi fiori. Per fortuna Patagnoma con il suo vocione da carrettiere strillava a gran voce. Peccato che non si capisse esattamente cosa dicesse, un signore però ha percepito la parola "lotteria" quindi son ben fiera di lei.


Man mano che il tempo scorreva e la gente passava indifferente Patasgnaffa ha finalmente perso la sua strana timidezza e ha liberato l'animale da palcoscenico che in lei non sonnecchia quasi mai, anzi si agita parecchio,
E sono stati fiori nei capelli, balletti e canzoni.
Il sole ha brillato più forte e lei era bellissima.
Alla fine abbiamo venduto dieci biglietti. Dieci. Io sarò pure una madre accecata ma davvero non capisco come sia stato possibile.
Per fortuna l'unica a risentirsene sono stata io perché la vita per le mie piccole fioraie scorre lieve e felice, alla faccia di tutti quelli che senza capire hanno detto "i biglietti ce li ho già"


lunedì 7 aprile 2014

OGNI SCUSA È BUONA. CONSEGUENZE DI UN COMPLEANNO

Insomma, anche se nel tuo intimo pensi che sia anche troppo presto, che le candeline potrebbe spegnerle in famiglia e bona lì, la festa per i suoi tre anni gliela organizzi pure.
Ti ritrovi, come pare essere ultimamente un must delle patafeste, la sera prima, ormai quasi notte, a combattere con i cakepops. Questa volta l'impasto (di panettone avanzato da Natale) sembra tenere, ma portandoli fuori ad asciugare è il tavolo a fregarti, e boom, eccoli lì tutti spantegati.
Fragole e marshmallow vengono in tuo soccorso, e il risultato è tale che probabilmente i cakepops non proverai mai più a farli.


Nonostante gli inghippi, grazie anche a Nonnami che contro ogni suo principio si abbassa a decorare torta e muffin con PeppaPig, un buffet riesci anche ad allestirlo.


Ed è il giorno della festa. Una decina di bambini, di mamme e di nonne invadono la Patacasa.


Come sempre ti stupisci di come i bambini tutti insieme facciano meno casino che da soli, e le chiacchiere alleggeriscono la fatica..Patagnoma spegne le sue candeline tra applausi e scarta i suoi regali.


Lei è felice e tu sei felice. Sei felice perché lei è felice ma anche perché con la scusa della festa con tanti bimbi piccoli hai spostato indietro il divano. A questo punto hai spostato la poltrona gialla che ha fatto il gioco dei quattro cantoni e si è scambiata di posto con il tavolino rosa.


Ed eccolo lì, all'improvviso uno spazio vuoto. Nella patacasa è ovvio che vuoto sia un concetto piuttosto discutibile, ma tant'è. Schizzi in balcone e recuperi il salottino in vimini che stava lì a subire le intemperie in attesa di trovare un'improbabile sistemazione.
Non è una bellezza rara, non è un oggetto di desing, ma ce l'aveva in camera Nonnami quando era piccola. È sempre stato anche nella camera di Patamà bambina. Anche in quella di Patamà ragazza. È stato una poltroncina, un divanetto, un divano letto, una capanna e probabilmente qualcos'altro che non ricordo.


Finalmente è tornato in casa, e credo che per un po' resterà lì, nella sala con i mobili spostati.
D'altronde non è colpa tua, è che hai dovuto organizzare una festa!



venerdì 15 marzo 2013

LETTERE E PROFEZIE


Io non amo stare con le mani in mano. In questi giorni bloccata dal torcicollo, con la luce e il cielo blu che si burlano di me, sono parecchio nervosa.
Ma in fondo non è colpa mia, è colpa di NonnaMi, è sempre colpa delle mamme.
Da quando sono nata l'ho sempre vista fare qualcosa, passando dall'affrescare i muri, fino ad arrivare a creare bonsai (più o meno).
Quando cominciava a fare una cosa, continuava per un certo periodo. C'è stato il periodo dei fiori secchi, quello degli acquerelli, quello delle gonne a palloncino, quello dei gioielli di cera....e anche quello dei piatti dipinti.
Funghi, mi sembra case, e lettere che ricopiava dai libri tipografici di mio nonno.
Quell'anno a natale sono stati regalati piatti, ne sono sicura. In casa nostra apparvero i funghi, una strega ed un fantasma, e le nostre iniziali.
La casa poi cambiò, e solo le iniziali furono riappese, sulla porta della cucina. Ma poi altri piatti, numerosi e preziosi fiorirono sul muro e i piatti con le iniziali furono messi in un armadio.
Quando poi ci trasferimmo noi, tutta la casa fu svuotata, per poterla curare. Molte cose furono buttate via, ma i piatti no, loro vennero rimessi in fondo all'armadio.
Ogni tanto li guardavo, ma poi non sapevo dove metterli.
Poi mi sono ritrovata con un ingresso, che aveva n muro oscenamente nudo, almeno per i miei gusti.
Il pensiero è corso ai piatti in fondo all'armadio, e dopo un attimo di esitazione sono stati appesi...dei piatti in ingresso sembravano bizzarri persino a me.
Ma poi quando li ho visti appesi improvvisamente ho capito. Le lettere si sono composte e un sorriso ha incurvato le mie labbra.
L come Luigi, M come Milena, G come Gaia.
Ma anche L come Luca, Lapo e Lola, M come Maia, G sempre come Gaia.
Eccole lì le mie lettere, le lettere del mio destino,  colto appieno solo quando le ho viste appese sul muro, memoria passata, presente e futura.


O porca miseria, ora sapete i nostri veri nomi...e adesso?

sabato 28 gennaio 2012

SEGRETI E BACI

Ieri era il compleanno di NonnaMi, anche se lei preferirebbe non si sapesse in giro.
Le due sere precedenti l'evento, Patasgnaffa ha dormito da lei.
La prima sera perchè Patamà se ne era andata a folleggiare a Milano con le amiche ed è comunque più agevole occuparsi di due bambini piuttosto che di tre.
La seconda sera perchè ci aveva preso gusto. Del resto da Nonna Mi si può stare spaparanzati sul lettone  a guardare un bel film smangiucchiando incredibili quantità di tramezzini, mentre nella patacasa è assolutamente vietato salvo gravissimi casi di malattie incredibilmente invalidanti.
Però Patamà non ci stava a non vedere la piccola strega per due interi giorni, quindi il giorno prima del compleanno nonnesco è comunque andata a prendere Patasgnaffa all'asilo e con calma l' ha portata a danza. Lungo il tragitto le ha raccontato che il giorno dopo era un giorno speciale e l'ha istruita sul da farsi.
1) mantenere il segreto fino al giorno successivo
2) la mattina svegliarsi sorridente (a lei viene incredibilmente naturale)
3) abbracciare la nonna
4) darle cinque baci cinque, uno per ogni membro assente della patafamiglia
5) cantare "tanti auguri"
Pare che il programma sia stato abbastanza rispettato. Ma è saltato il punto 1, poichè appena tornata da danza la giovane incontenibile chiacchierona ha subito fatto gli auguri alla nonna.
Però glieli ha rifatti, come accordato, la mattina seguente, accompagnandoli con i cinque baci. Forse un tantino presto. NonnaMi come regalo di compleanno probabilmente avrebbe preferito dormire un po' di più!


lunedì 20 giugno 2011

PATALOGISMI

In questi giorni Patasgnaffa è diventata sorella maggiore e come tale reclama una sua indipendenza. E ha reclamato il diritto di andare da Nonnami (forse per godersi il fatto di essere nipote unica)da sola. Ovviamente è stata seguita a debita distanza e raggiunta quando si è arenata davanti a un cancello chiuso...perché il "suonanonna" è messo troppo in alto e lei non ci arriva!
P.S. Patamà ha appena sentito l'istruttore di Patasgurzo...pare che sia guarito e forse nel pomeriggio giocherà anche a basket...Patamà sta meglio!

sabato 30 ottobre 2010

NONNA SMEMORINA

Il martedì è una giornata impegnativa, scuola la mattina, poi i compiti, dalle 16 alle 17.30 basket e dalle 18 alle 19.30 calcio...ma io non sono mica stanco , in fondo i miei amici devono aggiungerci anche un'ora di catechismo! A basket è andata bene, ho fatto due canestri e anche se sono caduto e ho picchiato la testa ho pianto solo un po'. Alla fine della lezione i miei amici hanno iniziato ad andare via uno dopo l'altro, ma per fortuna la nonna era in ritardo, così ho potuto fare ancora qualche tiro. Poi però sono rimasto solo, e sono arrivati tutti quelli più grandi per il turno successivo. Il martedì c'è solo mezz'ora tra basket e calcio, ormai l'ho capito, e anche se odio vestirmi da solo sono andato a cambiarmi. Ho anche provato a piegare i vestiti...la mamma sarà contenta. Sono sceso al parcheggio ma della nonna non c'era ancora nessuna traccia. Insomma dove poteva essere finita! Io però devo andare a calcio, non so che ore sono, ma mi sa che proprio presto non è! La mamma mi ha detto che quest'anno, ogni tanto avrei potuto andare a casa della nonna da solo dopo la scuola...è vero che adesso non c'è il vigile a farmi attraversare, ma mi sa che io ci vado lo stesso.....
...E per fortuna che nessuna macchina, accellerando in curva come fanno spesso, non me lo ha steso. E per fortuna che la nonna era a casa immersa nell'avvincente lettura di un libro ( chissà quale!) e non aveva SOLO guardato l'orologio....ma accidenti se mi sono spaventata!